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Tue, 18 Jun 2013 22:35:49 +0000

- Il “Datagate” di Monti: blitz degli 007 sui dati possibile senza via libera dei giudici - di Eleonora Bianchini (da Il Fatto Quotidiano del 18 giugno 2013) – Il decreto approvato dall’ultimo governo spalanca le porte di telefoni, blog e e-mail ai servizi di sicurezza senza alcun controllo. Il Governo Letta tace su PRISM, la sorveglianza italiana risulta più opaca di quella americana, perchè negli USA, almeno è stata approvata dal Congresso. In Italia tutto … Continua a leggere »
- ARS: Quale sinistra dopo la sconfitta ? La relazione di Alfiero Grandi - Roma 14/6/2013 – Il risultato delle elezioni amministrative è importante e positivo, il centrodestra ha perso in tutti i capoluoghi. Candidature credibili e coalizioni di centrosinistra hanno ottenuto la vittoria. Una vittoria ottenuta però in presenza di un astensionismo dilagante. Molti sindaci sono stati eletti in una competizione che ha riguardato meno della metà degli … Continua a leggere »
- L’inno greco tra le lacrime - Dopo la tv pubblica chiusa anche l’Orchestra Sulle note dell’Inno nazionale greco e tra le lacrime dei suoi musicisti si è celebrato l’ultimo concerto della National Symphony Orchestra. E’ una sconfitta del potere al potere, dei potenti e della loro perversione. Niente di più triste e assurdo che ascoltare l’ inno nazionale greco tra le lacrime … Continua a leggere »
- “Giovani senza lavoro? Ci vuole il sistema di istruzione tedesco” - di Paola Giaculli (Berlino) Berlino – Il governo tedesco vuole far scuola non solo in fatto di disciplina finanziaria, ma anche nell’istruzione. Il motivo che sottende a questi pesanti tentativi di condizionamento è quello economico: se l’economia tedesca funziona, dipende dal nostro sistema di istruzione, dice la ministra del Lavoro tedesca Ursula Von der Leyen … Continua a leggere »
- Giovani imprenditori alle armi - di Tonino D’Orazio Vuoi vedere che l’egoismo dei padri ha fregato anche loro! Ma da lì a minacciare la rivoluzione  tremano quasi i polsi. Si dovrà fare a gara, o decidere se la devono fare i poveri o i ricchi. O tutti e due contro se stessi. Sembra che la Confindustria (soprattutto), ma anche la Confapi … Continua a leggere »
- La Turchia al bivio tra ritorno alla normalità e svolta autoritaria - di G.K. Zanetta Come era lecito prevedere, il ritorno di Erdogan dal suo viaggio in nord Africa ha contribuito a reincendiare l’atmosfera in Turchia. L’operazione di sgombero di piazza Taksim avvenuta martedì 11 giugno è stata, di sicuro, partorita dalla sua mente. Mentre con una mano fingeva di aprire ai manifestanti, con la solita dose … Continua a leggere »
- Tra darwinismo sociale e democrazia OGM: introduzione di Sergio Segio* all’XI° rapporto sui diritti globali - “L’ austerità è una condanna a morte per i più poveri”, ha dichiarato Joseph Stiglitz (Ridateci il sogno, “L’Espresso”, 7 marzo 2013). Un’affermazione che può apparire un’esagerazione solo a chi viva isolato dalla realtà o sia reso cieco e indifferente dalle proprie condizioni di sicurezza e privilegio. Affermazione che, peraltro, non proviene da un parroco o da … Continua a leggere »
- Assemblea nazionale dell’ARS: la nota di Alfiero Grandi - Pubblichiamo la nota di l’introduzione – densa di interessanti spunti di riflessione – dell’assemblea dell’Ars (Associazione per il rinnovamento della sinistra), che si tiene il 14 giugno a Roma. Sul sito dell’ARS, tutti gli altri materiali proposti. 1)La crisi politica e istituzionale evidenziata dalle ultime elezioni in Italia ha radici antiche e investe i fondamenti stessi … Continua a leggere »
- Il FMI ammette: sulla Grecia abbiamo sbagliato. Ma, dicono, “non c’era niente altro da fare”. - Il Fondo Monetario Internazionale ha presentato ieri un interessante rapporto ufficiale di valutazione storico-economica degli interventi della troika nei confronti della Grecia, soprattutto per quanto riguarda i primi interventi macroeconomici del 2010 (che poi sono quelli che hanno condizionato gli interventi successivi, anche nei confronti di altri paesi), che “massacra” in termini politici ed economici quanto è stato … Continua a leggere »
- Austerità, la lotta di classe dei ricchi: presentato l’ XI° rapporto sui Diritti Globali - di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto) Presentato a Roma l’undicesimo «Rapporto sui diritti globali»: aumentano le disuguaglianze sociali, mentre è in corso la battaglia finale contro il modello sociale europeo del Welfare. Un bollettino di guerra: 1,700 milioni di disoccupati in più dal 2008, aumenta la povertà e i più precari sono i giovani e … Continua a leggere »
- Senza soldi. Il denaro è un inganno: chi e come riesce a farne a meno - Chi l’ha detto che la crisi economica, la disoccupazione dilagante, specie dei più giovani, i redditi familiari tagliati a fette, i mutui sempre più difficili da pagare, la spesa fatta contando i centesimi, insomma la vita al minimo, sia solamente una disgrazia? Certo lo è. Ma nonostante questo, e anche grazie a questo, milioni di … Continua a leggere »
- Evviva! - di Tonino D’Orazio “L’Italia non è più un paese sorvegliato speciale”. Risultato ottenuto in soli 40 giorni di governo Berlusconi-Letta-Monti. Anche se non abbiamo votato bene, Napolitano ha messo a posto le cose per la continuità. Per il 2012 il debito pubblico (che ormai avrebbero dovuto capire tutti che dentro, per 60% c’è il debito … Continua a leggere »
- Appunti e idee per una nuova economia nell’era della globalizzazione - Micro Saggio di  BRUNO CECCARELLI dalla Premessa: “E’ almeno da qualche anno, che in forma più o meno esplicita o più o meno “comprensibile” vado scrivendo che dalle crisi che attraversiamo da qualche decina di anni – ho parlato di crisi cicliche con armoniche sempre più ravvicinate (1) – è possibile uscirne solo attraverso una diversa economia. A … Continua a leggere »
- Cassandre globali, risposte parrocchiali ? - di Rodolfo Ricci Ormai, dallo sparuto manipolo di Cassandre estremiste e pessimiste (tra cui il sottoscritto) che da qualche anno si affannano a evidenziare gli effetti attuali e futuri delle politiche di austerity e del parallelo riaggiustamento strutturale – stile Argentina -, si è passati a ben altri megafoni e ammonimenti: dal pentimento dell’FMI che … Continua a leggere »
- Italia sorvegliata speciale senza via d’uscita ? - di Alfiero Grandi E’ stata posta grande enfasi sull’uscita dell’Italia dalla procedura europea di sorveglianza speciale per debito e deficit eccessivi. Un aspetto è rimasto in ombra. Perché l’Italia era diventata sorvegliata speciale ? La strana e larga maggioranza di Governo ha indotto a mettere la sordina sul fatto che l’Italia era sotto sorveglianza per … Continua a leggere »
- Scontri in Turchia: le “radici” di un conflitto - di G.K. Zanetta Gli scontri che hanno incendiato Istanbul e che si sono, successivamente, allargati ad alcune altre città della Turchia in questi giorni hanno avuto come casus belli la demolizione del Parco di Piazza Taksim, al posto del quale sorgeranno un centro commerciale e una moschea. Va subito detto che i manifestanti a difesa … Continua a leggere »
- Istat: l’austerity finirà nel 2093 - di Debora Billi Il calcolo che gli illustri economisti non hanno fatto, lo propone l’Istat: per portare il rapporto debito-Pil al 60% ci vorranno 80 anni. Se il Paese cresce, naturalmente. - Dal momento che ho un’incrollabile fiducia nell’informazione italiana, sono sicura che le grandi testate rilanceranno ed approfondiranno alla velocità della luce una notizia importantissima … Continua a leggere »
- Dario per Franca - di Dario Fo “Franca ed io abbiamo scritto quasi sempre i testi del nostro teatro insieme. Io mi prendevo l’onere di mettere giù la trama quindi gliela illustravo e lei proponeva le varianti, spesso li recitavamo a soggetto, all’improvvisa, come si dice… Questo era il metodo preferito ma non sempre funzionava. Si discuteva anche ferocemente, … Continua a leggere »
- Le previsioni OCSE confermano bassa crescita globale e recessione nell’Eurozona, ma resta il dogma austerità - di Leopoldo Tartaglia Con l’intervento del primo ministro norvegese, Jens Stolterberg, presidente di turno, si è aperto questa mattina a Parigi il Consiglio Ministeriale dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raggruppa 34 paesi delle cosiddette economie avanzate. Già da ieri è in corso l’annuale Forum dell’OCSE, che la presidenza norvegese ha voluto … Continua a leggere »
- Finanza: masters of Universe, ovvero una banda di ladri - di Giulietto Chiesa Il crollo della Borsa di Tokyo (-7,32%) è stato il più alto e drammatico dopo Fukushima di 2 anni fa. Conferma che i due trilioni di yen, creati dalla Banca Centrale del Giappone con la cura Abe,  non sono serviti a nulla, se non a procurare un primo disastro. Visto che il nuovo premier giapponese annuncia il raddoppio della propria massa … Continua a leggere »
- Chi era Videla, il genocida - Adriana Bernardotti (Buenos Aires) Dieci anni dopo che il neopresidente Nestor Kirchner che staccava il quadro di Jorge Rafael Videla dalla galleria di immagini del Collegio Militare – il momento emblematico che segnava l’inizio dei governi kirchneristi e la riapertura dei giudizi contro i responsabili delle massacri del terrorismo di Stato – e trenta anni … Continua a leggere »
- Bangladesh, dopo la strage le multinazionali cedono - di Silvana Cappuccio A un mese dalla strage del Rana Plaza, le Global Unions ottengono la firma di 31 corporations su un accordo per la salute e sicurezza dei lavoratori nelle aziende tessili. Ma continuano gli scontri tra polizia e operai. Almeno 50 persone sono rimaste ferite lunedì 20 maggio negli scontri tra la polizia … Continua a leggere »
- Un Parlamento incostituzionale - di G.K. Zanetta La Suprema Corte di Cassazione, col rinviare alla Corte Costituzionale alcune questioni di costituzionalità relative alla legge elettorale, ha finalmente portato allo scoperto un problema esistente da anni ma che veniva sempre sottaciuto per le convenienze, momentanee e di parte, di ciascuno, ovverosia i difetti dal punto di vista costituzionale della riforma … Continua a leggere »
- Segui la diretta della manifestazione FIOM- Cgil a Roma -   Archiviato in:Eventi manifestazioni iniziative, Italia, Lavoro economia società, Politica Tagged: crisi Italia, Diritti globali, politica italiana
- Ci appelliamo alla clemenza della Corte ? - di Alfiero Grandi Il decreto legge tanto atteso su Imu e proroga Cig è arrivato. La delusione è ovvia. In pratica è un rinvio del pagamento Imu sulla casa al 16 settembre, sperando che a quella data si trovino le risorse per confermare queste ed altre modifiche, e il rifinanziamento parziale della Cig ma tutti … Continua a leggere »
- Fascismo - di Luis Britto García (Caracas) 1 – Hollywood rappresenta il fascismo come una masnada di brutti ceffi in uniforme che agitano insegne e gridano ordini. La realtà è più perversa. Secondo Franz Leopold Neuman in Behemoth: The Structure & Practice of National Socialism, 1933-1944, il fascismo è la complicità assoluta fra il grande capitale e lo Stato. Laddove … Continua a leggere »
- Mario Draghi e le contraddizioni dell’Unione Europea - Guglielmo Forges Davanzati da Micromegaonline - È da tempo che la gran parte della stampa tedesca vede in Draghi un pericoloso inflazionista, oltre che un sistematico “sabotatore” della linea del rigore. Ma nelle condizioni date appare davvero arduo immaginare che la riduzione dei tassi di interesse produca effetti inflazionistici. Dietro questo dibattito si scorgono in realtà i conflitti intercapitalistici … Continua a leggere »
- APPELLO: Per fare l’Europa ci vuole ben altro - Democrazia e sicurezza sociale in Europa, anziché procedere nell’opera di smantellamento dei sistemi sociali mediante il “patto di competitività”! L’Europa non riesce ad uscire dalla crisi. I cittadini europei stanno attraversando un decennio sprecato. Con ogni anno che passa dall’inizio della crisi, le notizie peggiorano. Nell’Unione europea la disoccupazione è ai massimi storici: 26 milioni di … Continua a leggere »
- Fuga dall’euro in tutta Europa - di Tonino D’Orazio La Polonia ha deciso di non entrare nell’euro. Troppi rischi, e il popolo non capirebbe. Il vero rischio è di diventare presto come la Grecia, la Slovenia e Cipro, in reale default. Meglio vivi fuori che morti dentro. In tutta Europa, ad ogni elezione, salgono in modo esponenziale i partiti anti-Euro o anti-Europa. … Continua a leggere »
- Dal gorgo al gorghetto - di Roberto Musacchio Stare nel gorgo era l’espressione che usò Pietro Ingrao, mi pare ad Arco di Trento in occasione di un appuntamento della mozione che si opponeva allo scioglimento del Pci, per motivare il suo intendimento che era quello, allora, di rimanere comunque nel nuovo partito. Si trattava di rimanere laddove si addensavano, in … Continua a leggere »

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Vittoria di Hollande in Francia dà forza alla speranza di misure più giuste per uscire dalla crisi
- Inserito il 08 maggio 2012 alle 15:19:00 da redazione-IT. IT - POLITICA INTERNAZIONALE
Indirizzo sito : Cambiailmondo


di Andrea Amaro
Il ballottaggio fra Hollande e Sarkozy, ha visto prevalere, come noto, F.Hollande con il 51,7% dei voti espressi contro il 48,3% del Presidente uscente Nicolas Sarkozy. Ma la distanza percentuale non rende del tutto il valore della vittoria di Hollande, infatti, Sarkozy è uno dei pochi presidenti uscenti della 5° Repubblica che non sia riuscito a conquistarsi il secondo mandato.
Inoltre al primo turno le liste di destra avevano, sulla carta, conquistato la maggioranza assoluta dei voti, anche per il successo della lista di M.Le Pen, ma Sarkozy non ha saputo e non aveva le carte in regola per raccogliere questi consensi al secondo turno. Nonostante la percentuale alta di votanti al ballottaggio, 81,2%, che dimostra come molti elettori del primo turno siano tornati a votare per i due finalisti, compresi gli elettori della Le Pen, Sarkozy non è riuscito ad intercettarne, se non in parte, il voto.

Evidentemente il giudizio sulla politica del Presidente uscente, schierata a difesa dei grandi patrimoni e della finanza e del tutto subalterna alla visione rigorista ed interessata della Merkel, ha convinto milioni di francesi a votare per il cambiamento, preoccupati per la crescita del tasso di disoccupazione, l’attacco allo stato sociale ed il prolungarsi di una fase di stagnazione dell’economia.

Le proposte di Hollande e del Partito socialista sono invece apparse nuove e convincenti non solo all’elettorato di sinistra che, nel secondo turno, ha appoggiato compatto il candidato socialista, ma anche a quella parte d’elettori poco convinti delle ricette neoliberiste e favorevoli a spingere sul pedale degli investimenti, della ripresa economica, della tutela dell’occupazione e delle condizioni di vita delle masse popolari, attraverso una politica di rigore ed equità che faccia pagare i più ricchi ed il capitale finanziario.

Le prime misure che attendono da Hollande i suoi elettori, in coerenza con il programma elettorale, sono la rinegoziazione del fiscal compact ed il non inserimento in Costituzione dell’obbligo del bilancio in pareggio per renderli meno vincolanti e conquistare spazio per una rigorosa politica che, anche con l’uso di risorse pubbliche ed il ruolo dello stato, operi a sostegno della ripresa economica, anche attraverso il sostegno ai consumi interni ed il rafforzamento del sistema della pubblica istruzione, per fare crescere competenze, risorse e professionalità nuove necessarie per sostenere lo sviluppo economico.

Le risorse ed i fondi per sostenere la ripresa dovranno derivare, come dice il programma del vincitore, da rigorose priorità nella spesa, dalla riforma fiscale progressiva che faccia pagare i grandi patrimoni ed i ricchi e non i soliti noti.

Un altro aspetto importante emerso dalla campagna elettorale è la ferma convinzione che una nuova politica di sviluppo vada in larga misura rinegoziata a livello europeo, dall’introduzione di strumenti come gli eurobond e projectbond per finanziare, con l’apporto delle economie più ricche, una politica d’investimenti a sostegno della ripresa delle attività industriali, commerciali e dei servizi. Si tratta quindi, prima che vada in vigore il nuovo trattato europeo, di modificare gli orientamenti in atto, che sono fondamentalmente ascrivibili alla coppia Merkel e Sarkozy che ha governato fino a qualche settimana fa la politica europea.

Inoltre la necessaria svolta nelle politiche europee richiede che il passaggio dal sostegno (finora senza contropartite e controllo) alle banche in una fase dove il ruolo della Banca Centrale Europea è stato orientato all’assoluto controllo dell’inflazione – e quindi unicamente del vantaggio di cui gode oggi l’economia tedesca -, ad una nuova fase d’intervento a sostegno dei paesi in maggiori difficoltà attraverso l’acquisto di titoli di stato al momento dell’emissione – e non sul mercato secondario – liberando così risorse per interventi strategici a sostegno della ripresa economica e non solo per il rientro del debito.

Un altro efficace strumento per sostenere una politica di rilancio dell’economia europea potrà essere la rivitalizzazione della Banca Europea degli investimenti; la BEI è una storica istituzione finanziaria internazionale che potrebbe essere ricapitalizzata ed orientata al finanziamento di progetti di sviluppo nei paesi dell’Unione Europea.

L’inflazione non è oggi un vero pericolo e può essere comunque efficacemente tenuta sotto controllo dalla BCE.

Hollande deve decidere ed operare con tempestività e decisione per imporre una svolta nell’orientamento dell’Europa, ricercando convergenze e premendo con forza sul fronte liberista che mostra crescenti difficoltà di tenuta a partire dal risultato delle elezioni amministrative in Gran Bretagna caratterizzate dalla sconfitta dei Conservatori e dalla vittoria laburista su posizioni vicine a quelle della sinistra francese, dalle recenti elezioni in numerosi Land della Repubblica Federale tedesca, dove l’alleanza che sostiene il governo Merkel esce pesantemente indebolita, fino alle elezioni in Grecia, con la vera e propria rotta delle forze politiche che hanno accettato e subito la drammatica, ingiusta e controproducente liquidazione economica e sociale.

La Presidenza Hollande è inoltre chiamata, fra 40 giorni, ad affrontare una prova, decisiva per il proprio futuro, rappresentata dalle elezioni legislative, dove i francesi saranno chiamati ad eleggere l’Assemblea Nazionale. La sinistra è chiamata a vincere e a conquistare la maggioranza nell’Assemblea Nazionale per evitare che una diversa maggioranza possa condizionare il Presidente ed impedire l’applicazione del suo programma, riducendolo ostaggio nelle mani di un Parlamento ostile.

Non si tratta di un pericolo solo ipotetico ma molto reale; infatti, nel primo turno, quando si sono votati i Partiti e non il Presidente, la destra, complessivamente con le sue diverse forze, aveva ottenuto la maggioranza assoluta. Per non correre questo rischio Francois Hollande dovrà dimostrare di volere con decisione l’applicazione del suo programma, senza arretrare di fronte alle difficoltà ed alle pressioni dei potere forti, francesi ed internazionali, rafforzando i rapporti e l’intesa con tutto lo schieramento della sinistra che ha contribuito ad eleggerlo e, nello stesso tempo, le forze del Front de Gauche e J.L.Melenchon dovranno dimostrare all’elettorato francese di saper apprezzare le positive opportunità scaturite dal voto e sostenere lealmente Hollande.

Non sarebbe comprensibile e perdonabile rinunciare a difendere e praticare l’unità raggiunta e confermata dal corpo elettorale.

Dall’esperienza della campagna per le elezioni presidenziali in Francia e dal confronto con la realtà italiana, nascono alcune considerazioni ed interrogativi che la sinistra italiana farebbe bene ad affrontare e sciogliere, se è in grado di farlo.

Il principale elemento di riflessione è rappresentato dal fatto che il programma di Hollande è chiaro, sufficientemente radicale nel suo orientamento antiliberista, apertamente contrapposto alla politica di Sarkozy, mentre in Italia il PD, il partito più simile per ruolo e forza, al Partito Socialista Francese, appoggia il Governo Monti passando sopra, malgrado mal di pancia e qualche distinguo, alla sua politica iniqua ed antisindacale ed appare, agli occhi di gran parte dell’elettorato di centro sinistra, come una forza incerta ed inefficace.

Come si può andare a firmare l’accordo di Parigi con il Psf e la Spd tedesca, come ha fatto meritoriamente il Pd, e nello stesso tempo, in Italia, sostenere la politica di un Governo di emergenza, ma caratterizzato da un orientamento liberista e tecnocratico che è sempre in contrasto con la necessità di recuperare sviluppo, occupazione e giustizia. Non è facile vivere questa contraddizione e risultare credibili. Anche nella recente tornata elettorale in Italia il PD ottiene i suoi più significativi risultati quando sceglie e promuove alleanza di centro- sinistra si rivolge all’elettore presentandosi come una forza di sinistra e di tradizione socialista.

Queste elezioni svoltesi nel fine settimana in molte parti di Europa, pur diverse fra di loro per importanza e risultati, dimostrano una crescente difficoltà per le forze del centro-destra, un crescente successo di formazioni demagogiche e populiste ed una tendenza a crescere e rafforzarsi di quanti chiedono una svolta rispetto alle politiche conservatrici e neoliberali, che hanno prodotto guasti economici e sociali di grande dimensioni.

Inoltre da queste elezioni nasce un interrogativo: perché non impegnare unitariamente la sinistra a riflettere e decidere gli obbiettivi e le regole per fare liste unitarie e chiedere un mandato agli elettori per governare, riformare e cambiare il modo di fare politica ed il rapporto con i lavoratori e con il popolo?

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