| Istat. Nel 2005 158mila posti in più, ma sono di immigrati messi in regola |
- Inserito il 21 marzo 2006 alle 13:49:00 da stefy. IT - EN 2005 Indirizzo sito : Rassegna
L'occupazione in Italia cresce solo grazie alle regolarizzazioni degli immigrati. E quindi, in buona sostanza, cresce giusto sui bollettini cartacei, visto che un lavoratore che si mette in regola non è un posto di lavoro in più. E' quanto si evince dagli ultimi dati dell'Istat, che confermano l'analisi fatta qualche tempo fa dall'Ires Cgil.
Nel 2005 - si legge nell'ultimo rapporto Istat - l'occupazione è aumentata dello 0,7 per cento, pari a 158 mila posti in più rispetto al 2004. 'Tale risultato - spiega l'Istat - ha risentito in misura considerevole della progressiva iscrizione in anagrafe dei cittadini stranieri regolarizzati'. Crescono i posti di lavoro al nord e al centro Italia, mentre il sud ne ha persi 20.000. Ma il tasso di occupazione, ovvero il rapporto dei lavoratori sulla popolazione tra i 15 e i 64 anni, nel 2005 è rimasto invariato rispetto al 2004. Come anche é aumentato il numero di inattivi, ovvero delle persone che non cercano lavoro (+1,1 per cento nel 2005 rispetto al 2004); si tratta dell'incremento per il secondo anno consecutivo e riguarda soprattutto il Mezzogiorno. Questo dato, l'inattività, incide anche sul tasso di disoccupazione che a livello nazionale nel 2005 è calato dello 0,3 per cento (collocandosi al 7,7). Ma il tasso di disoccupazione al sud nel 2005 registra "un dato superiore di tre volte a quello registrato nel centro-nord". Nel quarto trimestre l'occupazione risulta in crescita dello 0,2% rispetto allo stesso trimestre del 2004, con 56 mila persone occupate (a ogni titolo) in piu' ma il dato segna ''un ulteriore rallentamento del ritmo di crescita - rileva l'Istituto di statistica - rispetto ai trimestri precedenti nei quali gli incrementi erano stati pari a +1,4%, +1%, +0,3%''. Nella media del 2005 si registra un aumento del 2,6% (+416 mila unita') rispetto al 2004. Il dato ''e' motivato - rileva l'Istat - in gran parte dalle mancate uscite, e in parte dalla crescita del part-time tra le donne e nel settore servizi e la crescita del lavoro a tempo determinato''. Cala del 4,1% invece l'occupazione indipendente (meno di 258 mila unita') con una flessione particolare nell'agricoltura che ha perso nel 2005 sul 2004 43 mila posti di lavoro. (www.rassegna.it, 21 marzo 2006)
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