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Sat, 25 May 2013 21:55:31 +0000

- Finanza: masters of Universe, ovvero una banda di ladri - di Giulietto Chiesa Il crollo della Borsa di Tokyo (-7,32%) è stato il più alto e drammatico dopo Fukushima di 2 anni fa. Conferma che i due trilioni di yen, creati dalla Banca Centrale del Giappone con la cura Abe,  non sono serviti a nulla, se non a procurare un primo disastro. Visto che il nuovo premier giapponese annuncia il raddoppio della propria massa … Continua a leggere »
- Chi era Videla, il genocida - Adriana Bernardotti (Buenos Aires) Dieci anni dopo che il neopresidente Nestor Kirchner che staccava il quadro di Jorge Rafael Videla dalla galleria di immagini del Collegio Militare – il momento emblematico che segnava l’inizio dei governi kirchneristi e la riapertura dei giudizi contro i responsabili delle massacri del terrorismo di Stato – e trenta anni … Continua a leggere »
- Bangladesh, dopo la strage le multinazionali cedono - di Silvana Cappuccio A un mese dalla strage del Rana Plaza, le Global Unions ottengono la firma di 31 corporations su un accordo per la salute e sicurezza dei lavoratori nelle aziende tessili. Ma continuano gli scontri tra polizia e operai. Almeno 50 persone sono rimaste ferite lunedì 20 maggio negli scontri tra la polizia … Continua a leggere »
- Un Parlamento incostituzionale - di G.K. Zanetta La Suprema Corte di Cassazione, col rinviare alla Corte Costituzionale alcune questioni di costituzionalità relative alla legge elettorale, ha finalmente portato allo scoperto un problema esistente da anni ma che veniva sempre sottaciuto per le convenienze, momentanee e di parte, di ciascuno, ovverosia i difetti dal punto di vista costituzionale della riforma … Continua a leggere »
- Segui la diretta della manifestazione FIOM- Cgil a Roma -   Archiviato in:Eventi manifestazioni iniziative, Italia, Lavoro economia società, Politica Tagged: crisi Italia, Diritti globali, politica italiana
- Ci appelliamo alla clemenza della Corte ? - di Alfiero Grandi Il decreto legge tanto atteso su Imu e proroga Cig è arrivato. La delusione è ovvia. In pratica è un rinvio del pagamento Imu sulla casa al 16 settembre, sperando che a quella data si trovino le risorse per confermare queste ed altre modifiche, e il rifinanziamento parziale della Cig ma tutti … Continua a leggere »
- Fascismo - di Luis Britto García (Caracas) 1 – Hollywood rappresenta il fascismo come una masnada di brutti ceffi in uniforme che agitano insegne e gridano ordini. La realtà è più perversa. Secondo Franz Leopold Neuman in Behemoth: The Structure & Practice of National Socialism, 1933-1944, il fascismo è la complicità assoluta fra il grande capitale e lo Stato. Laddove … Continua a leggere »
- Mario Draghi e le contraddizioni dell’Unione Europea - Guglielmo Forges Davanzati da Micromegaonline - È da tempo che la gran parte della stampa tedesca vede in Draghi un pericoloso inflazionista, oltre che un sistematico “sabotatore” della linea del rigore. Ma nelle condizioni date appare davvero arduo immaginare che la riduzione dei tassi di interesse produca effetti inflazionistici. Dietro questo dibattito si scorgono in realtà i conflitti intercapitalistici … Continua a leggere »
- APPELLO: Per fare l’Europa ci vuole ben altro - Democrazia e sicurezza sociale in Europa, anziché procedere nell’opera di smantellamento dei sistemi sociali mediante il “patto di competitività”! L’Europa non riesce ad uscire dalla crisi. I cittadini europei stanno attraversando un decennio sprecato. Con ogni anno che passa dall’inizio della crisi, le notizie peggiorano. Nell’Unione europea la disoccupazione è ai massimi storici: 26 milioni di … Continua a leggere »
- Fuga dall’euro in tutta Europa - di Tonino D’Orazio La Polonia ha deciso di non entrare nell’euro. Troppi rischi, e il popolo non capirebbe. Il vero rischio è di diventare presto come la Grecia, la Slovenia e Cipro, in reale default. Meglio vivi fuori che morti dentro. In tutta Europa, ad ogni elezione, salgono in modo esponenziale i partiti anti-Euro o anti-Europa. … Continua a leggere »
- Dal gorgo al gorghetto - di Roberto Musacchio Stare nel gorgo era l’espressione che usò Pietro Ingrao, mi pare ad Arco di Trento in occasione di un appuntamento della mozione che si opponeva allo scioglimento del Pci, per motivare il suo intendimento che era quello, allora, di rimanere comunque nel nuovo partito. Si trattava di rimanere laddove si addensavano, in … Continua a leggere »
- IUS SOLI, IUS SANGUINIS: Lettera aperta a Beppe Grillo - Caro Beppe Grillo, come me e altri 130 milioni tra italiani e oriundi, fai parte di quel popolo di santi, poeti e trasmigratori, diffusi nella penisola e ai 4 angoli del globo. In più tu sei genovese, appartieni cioè a quella risma di marinai che hanno attraversato gli oceani non solo in sottocoperta, ma che i … Continua a leggere »
- “Sulle tragedie del lavoro in Bangladesh in occidente c’è troppa ipocrisia”. Intervista a Silvana Cappuccio - Sulle “fabbriche della morte” in Bangladesh, http://www.controlacrisi.org ha intervistato Silvana Cappuccio, autrice di diversi saggi sulla catena dello sfruttamento dei grandi marchi tessili occidentali in Asia. Cappuccio lavora al Dipartimento politiche globali della Cgil ed è rappresentante della Cgil nell’Ilo. Intanto, in queste ore il numero dei cadaveri estratti dalle macerie è arrivato a 1033.  … Continua a leggere »
- Il programma del partito che sconvolgerà le elezioni tedesche - di Pino Cabras  (da Megachip) Vi proponiamo la traduzione del programma politico in sintesi di Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania), uno dei nuovi grandi partiti emergenti in Europa. La grande crisi europea sta generando in molti importanti paesi, ciascuno secondo la sua fisionomia, l’esplodere di nuove forze politiche in grado di sfondare il muro del 25% dell’elettorato: Syriza in … Continua a leggere »
- Munchau: “Fine dell’austerità con Letta? Sono solo chiacchiere” - La nuova strategia europea di austerità morbida, di cui Enrico Letta appare oggi l’alfiere, è più che altro un’operazione cosmetica. La Germania non accetterà di attuare stimoli fiscali per il bene dell’Europa meridionale. E grazie al fiscal compact l’austerità durerà per quasi un’intera generazione.  di Wolfgang Munchau (dal Financial Times del 5 maggio 2013) Vi è … Continua a leggere »
- Letta sarà vera novità rispetto a Monti ? - di Alfiero Grandi Sembra incredibile, ma Mario Monti, il (presunto) salvatore della patria è in rapido oblio. Dopo il clamoroso insuccesso elettorale della sua lista è iniziato un rapido declino di Monti e oggi la sua creatura elettorale è divisa ed è in caduta libera di consensi. I giudizi sulla sua opera di governo sono … Continua a leggere »
- Tecno-dittature: intorno a Mes, Eurogendfor, antieuropeismo e web - Tonino D’Orazio Non necessariamente moderne. Ci sono tutti i vecchi ingredienti. Ma innovative. Non più nazionali, ma continentali. Dittatura dei tecnocrati europei e dello strapotere di banche e di oligarchie private (la nuova aristocrazia). Dalla trappola delle dittature se ne esce rompendo il giocattolo e ribadendo il valore assoluto della democrazia e della rappresentanza. Anche … Continua a leggere »
- L’austerità è l’ideologia dei super-ricchi - L’influenza della dottrina dell’austerity non può essere compresa senza parlare anche di classi sociali e di diseguaglianza. Il programma dell’austerity rispecchia da vicino, la posizione dei ceti abbienti, ammantata di rigore accademico. Ciò che il più ricco un per cento della popolazione desidera diventa ciò che la scienza economica ci dice che dobbiamo fare.  di … Continua a leggere »
- Cos’è l’Alto tradimento? - di Tonino D’Orazio Hanno complottato nei retroscena nazionali le loro politiche contro il bene comune. Fanno parte di oligarchie internazionali, di stampo massonico, dalle quali prendono ordini. Ci hanno prosciugato di tutto e ci hanno reso un popolo schiavo, servile e peggio ancora fiero di esserlo. Altri hanno già deciso il nostro futuro: su rifiuti, … Continua a leggere »
- Ricostruire la sinistra: Documento della presidenza dell’Associazione per il rinnovamento della Sinistra - L’Italia è di fronte all’esito economicamente e politicamente disastroso di quella che è stata chiamata la seconda repubblica. Porre in atto rimedi immediati per affrontare la condizione drammatica di milioni di persone e di moltissime imprese è indispensabile. Adottare misure urgenti di riforma dei partiti e del sistema politico per la salvaguardia della democrazia costituzionale … Continua a leggere »
- “Io non rifarei la storia secondo dietrologia, dal compromesso storico in poi…” - di Franco Trapani Io non rifarei la storia secondo dietrologia dal compromesso storico in poi. Sufficit questo richiamo, per capirci. D’altra parte, la situazione attuale, di blocco invisibile delle istituzioni repubblicane e la paralisi della democrazia e della società in questo paese, merita interventi alti e sostanziosi. Alti e sostanziosi, cioè,  ben oltre le attuali possibilità … Continua a leggere »
- Luciano Gallino: “ Se continua così non ci resta che emigrare” - “ L’AUSTERITA’ SARA’ SEMPRE LA STESSA” - IL GOVERNO LETTA FIGLIO DELL’AGENDA MONTI, NON VEDO NESSUNA DISCONTINUITA’ . LUCIANO GALLINO PESSIMISTA SULLA RECESSIONE E IL CAMBIO DELLE POLITICHE EUROPEE Sarà perché al ministero del lavoro oggi c’è qualcuno che riesce a leggere i numeri della macro-economia, come il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, ma sembra che in … Continua a leggere »
- Sul mercato del lavoro, Letta dichiara il falso - di Emiliano Brancaccio Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato: «Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo». Quanto alla riforma Fornero il premier ha commentato: «In un momento … Continua a leggere »
- Il programma di Letta: di tutto, di meno - Se ieri sullo scranno del Presidente del Consiglio ci fosse stato Angelino Alfano o Silvio Berlusconi, forse qualche voce in più si sarebbe alzata per dichiarare che il discorso tenuto dal premier alle Camere sembra più un libro dei sogni che un programma di governo. Invece su quella poltrona c’era Enrico Letta, sicché anche il … Continua a leggere »
- Cremaschi buttato giù dal palco da Cgil Cisl e Uil: Dissentiva. - di Giorgio Cremaschi Nella mia lunga esperienza sindacale non mi era mai capitato di vivere in prima persona la scena madre del film ‘L’uomo di marmo’.. Ora mi è successo. Ero sfuggito alle maglie strette della selezione preventiva di coloro che avevano diritto a partecipare alla riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL. Su circa 150 persone … Continua a leggere »
- Letta, Merkel, Hollande… - di Roberto Musacchio Mentre il neo presidente del consiglio,  Enrico Letta, dedicava una delle citazioni del suo discorso di insediamento a Beniamino Andreatta, suo antico maestro, in Francia Le Monde impegnava una pagina a ricostruire come il socialista Delors fosse stato, nel 1983, all’epoca del secondo governo Mitterand, l’iniziatore delle politiche di austerità, oltre che … Continua a leggere »
- Il principio di responsabilità - di Andrea Ermano (Zurigo) Il clima sta diventando un po’ meno comodo, diciamo la verità. Quindi, ci produce problemi come inondazioni, cicloni e altre cose diverse da quelle che ci aspettiamo. Le parole di cui sopra non sono una metafora politica, ma il commento (qui citato a memoria) che qualche giorno fa un ricercatore ha rilasciato a RaiNews24 in … Continua a leggere »
- Europa: la concorrenza fra stati porta al tracollo - Gustav Horn, presidente dell’Institut für Makroökonomie und Konjunkturforschung della  Hans-Böckler-Stiftung (vicino ai sindacati), sulla progressista Die Zeit propone una riflessione sul meccanismo profondamente sbagliato alla base della moneta unica: la concorrenza fra stati [da Voci dalla Germania]. di Gustav Horn Gli stati in Europa dovranno essere come le imprese: più economici, in continuo miglioramento e sempre più competitivi. Questo … Continua a leggere »
- Le strane intese di Napolitano - di Nicola Melloni (Londra) In un discorso auto-celebrativo e arrogante Napolitano ha accusato i partiti di immobilismo, incapacità, sterilità. Tutto vero, ma ci si potrebbe domandare, da che pulpito? Non ci sono dubbi che i partiti tradizionali siano ormai distaccati dalla realtà e che non sappiano rappresentare gli umori, le aspirazioni, le ansie e le … Continua a leggere »
- Paraguay: dinosauri al comando, sinistra sconfitta - di Marco Consolo (Santiago del Cile) Il Paraguay riporta indietro le lancette della storia. La vecchia oligarchia ritorna prepotentemente al governo dopo “legittime elezioni” che cancellano il “golpe parlamentare” del giugno 2012 contro il Presidente costituzionale Fernando Lugo, che aveva tentato un timido rinnovamento. Elezioni preparate dal governo golpista, la cui regolarità è stata certificata … Continua a leggere »

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Un Comitato di Liberazione Nazionale dalla tirannia del pensiero unico
- Inserito il 04 aprile 2012 alle 11:42:00 da redazione-IT. IT - POLITICA ITALIANA

di Ugo Mattei (da Il Manifesto)
Siamo a qualche mese dall’attacco internazionale al debito pubblico italiano (stabile da molti anni), la risposta alla propria messa in scacco dalla primavera referendaria italiana. Vale la pena soffermarsi a riflettere sullo stato del conflitto fra diverse visioni del mondo simbolicamente rappresentato nella campagna di giugno. La riflessione ha valenza costituzionale perché la partita in corso coinvolge lo stesso patto fondante la nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Essa coinvolge la stessa concezione della giuridicità nei due campi contrapposti, quello del governo tecnico e quello dell’orizzonte di senso evocato dalla proposta del nuovo soggetto politico.
Due sono le norme costituzionali formalmente coinvolte nel conflitto. L’art. 41 (iniziativa economica privata) e l’art. 82 (pareggio di bilancio), ma ben più fondamentale è la partita costituente in corso, perché coinvolge direttamente l’art.1 (il lavoro come fondamento primario del patto costituzionale) e l’art. 3, soprattutto nel secondo comma, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di fatto che rendono meramente formale l’uguaglianza di cui al primo comma.


Si tratta dunque di una partita che colloca al centro la giustizia sociale e la distribuzione dellee risorse.
Due punti erano pacifici fra i costituenti e possono considerarsi il nucleo del nostro ordine costituito: l’Italia aderisce a blocco capitalista e tutela tanto la proprietà (art. 42) quanto l’iniziativa economica privata (art. 43). La Repubblica tuttavia, si schiera dalla parte del lavoro (art 1) nel suo conflitto storico col capitale, utilizzando il diritto (pubblico e privato) come strumento a tutela del più debole (il lavoratore) nei confronti del più forte (il datore di lavoro), qualora quest’ultimo abusi del proprio potere mettendo in campo pratiche oppressive o di sfruttamento. In quest’ordine di idee i diritti sono baluardo del debole nei confronti del forte ed il diritto è lo strumento attraverso cui la Repubblica può controllare l’ attività privata (per modo che non si svolga in modo contrario alla sicurezza e alla dignità umana). Con lo stesso strumento lo Stato italiano dovrebbe autolimitare il proprio potere (di datore di lavoro, di imprenditore o di proprietario pubblico) facendosi pienamente carico dei propri doveri nei confronti della collettività e del territorio.

Questo equilibrio costituzionale, che ha informato per decenni la sensibilità dei giuristi e delle forze politiche di tutto l’arco costituzionale, è stato sovvertito nel ventennio neoliberale. Il diritto, sempre più di frequente si è trovato dalla parte del più forte tornando ad allontanarsi dagli orizzonti tracciati dalla sua lettura costituzionalmente orientata. Naturalmente, tale scelta di campo, prodotta dalla supremazia del potere economico internazionale nei confronti degli Stati, ottenuta attraverso la corruzione di gran parte del ceto politico professionale, comporta una vera e propria trasformazione della stessa funzione del diritto. Esso non deve che lasciar fare affinché il più forte naturalmente prevalga. Si tratta della visione sostenuta in America dagli economisti raccolti nei più prestigiosi (e corrotti) dipartimenti, da ultimo denunciati nello splendido documentario di Ferguson, Inside job.

Quest’ideologia, all’opera instancabilmente nella produzione del consenso per il nostro modello di sviluppo suicida, presentato invece come salvifico e necessario, era stata rigettata in Italia tramite i referendum sui beni comuni. Essa ha tuttavia irretito il Presidente Napolitano il quale, piuttosto che operare per il rispetto della volontà popolare, ha ritenuto di istituire motu proprio un sistema costituzionale semipresidenziale, promuovendo allo scranno senatoriale prima e poi a Palazzo Chigi, un autentico esemplare di economista neoliberale il quale si è circondato di altri esemplari della stessa rspecie, come la sua ministra del lavoro. Le conseguenze sono disastrose soprattutto in materia di lavoro, settore in cui Monti si era fatto le ossa offrendo alla Commissione Europea la sua consulenza con un rapporto del 2010 che proponeva la cancellazione in toto della giurisdizione sui diritti a favore di mediazioni informali dei conflitti.

Tale proposta era così sovversiva della stessa idea di un diritto del lavoro da non esser neppure ripresa per intero dalla recente proposta di regolamento comunitario. Che, tuttavia, giunge a porre sullo stesso piano la libertà di iniziativa economica ed il diritto di sciopero, obbligando le Corti nazionali a «armonizzare questi diritti» quando confliggono.

Porre sullo stesso piano capitale e lavoro fu un’intuizione del ventennio fascista ed in Italia annienterebbe il residuo senso del già ricordato art. 41 della Costituzione. Del resto Monti ha già cercato di modificare tale norma costituzionale per decreto legge. Per ora la proposta di regolamento comunitario ispirata da Monti è limitata almeno formalmente al c.d. “posting” dei lavoratori (ossia al loro trasferimento a seguito di un’impresa dislocata) ma è abbastanza chiaro che esso costituisce un altro passo avanti nell’attacco al lavoro a favore del capitale e della sua libertà di scorazzare liberamente per il più grande mercato del mondo sperimentando sempre nuove pratiche di sfruttamento.

L’idea forte tratta dallo studio di Monti è quella per cui le differenze di potere contrattuale fra capitale e lavoro non possano più essere prese in considerazione dal diritto. Il diritto non può più schierarsi dalla parte dei più deboli ma le corti devono essere neutrali nell’armonizzare i diritti confliggenti dei lavoratori e dell’impresa. Si supera così un nuovo tabù come l’art. 18 o prima di esso il modello Pomigliano.

In effetti, il ritorno alla piena mercificazione ottocentesca del lavoro che la conquiste del diritto avevano progressivamente superato è già una realtà. I lavoratori svantaggiati possono oggi esser dati in affitto con lo sconto, grazie a una convenzione fra Fornero e una nota agenzia interinale, restituendo dignità a quella figura di locatio operis con cui i giuristi romani duemila anni fa inquadravano il contratto di lavoro.

In un tale quadro reazionario è difficile non prevedere che la riforma dell’articolo 18 ed il licenziamento per ragioni economiche, siano volti principalmente a preparare licenziamenti massicci nel settore pubblico quando la troika ci chiederà di farlo, come già avvenuto in Grecia. Se a questo aggiungiamo la quasi avvenuta modifica dell’art. 82 Costituzione per l’ introduzione del pareggio di bilancio (che un Parlamento con la fiducia di meno del 10% degli Italiani sta per approvare in seconda lettura con una maggioranza tale da escludere il Referendum costituzionale confermativo), ben possiamo comprendere la drammatica urgenza democratica di cui parlava Marco Revelli sul manifesto di venerdì.

Alcuni di noi, che da ormai oltre due anni stanno sul territorio italiano, praticando la politica di movimento sono ben consci del potenziale politico della resistenza contro il montismo, vissuto da tante persone normali come un nuovo fenomeno postfascista italiano ormai più pericoloso dello stesso berlusconismo. Per noi è giunto il momento di mettere in campo un Comitato di Liberazione Nazionale dalla tirannia del pensiero unico e di farlo con tutte le forze che ancora credono che il diritto debba governare l’economia e non esserne dominato. Unire le persone per bene intorno ad un metodo per superare una situazione drammatica è più agevole che farlo sul merito ed è certamente foriero di potenziali egemonie nuove che superino finalmente vecchi steccati. Di qui il senso di una soggettività politica nuova che sappia stare sempre dalla parte del lavoro e dei beni comuni.


Fonte:
http://www.cambiailmondo.org

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