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Thu, 17 Apr 2014 08:34:35 +0000

- Il progetto eurasiatico si scontra con le politiche imperialiste della Triade - di Samir Amin 1. L’attuale scenario globale è dominato dal tentativo dei centri storici dell’imperialismo (Usa, Europa centrale e occidentale, Giappone: successivamente definiti “la Triade”) di mantenere un loro controllo esclusivo sul pianeta attraverso una combinazione di: - le cosiddette politiche economiche neoliberali di globalizzazione, che permettono al capitale finanziario transnazionale della Triade di decidere autonomamente … Continua a leggere
- RUSSIA: l’abominato uomo delle nevi - di Tito Pulsinelli (Caracas) Che tempi memorabili quelli in cui un presidente russo prendeva a cannonate la sede del parlamento e poi mise all’asta tutto -letteralmente tutto- per quattro spiccioli. Era la vera e propria conquista dell’est per i globalisti. Per la modica spesa di 600 milioni di dollari, si aggiudicarono tutti i giacimenti, pozzi, … Continua a leggere
- Prof. precari a Parigi, Francia condanna Farnesina. Che non applica la sentenza - di Lorenzo Galeazzi e Thomas Mackinson | da Il Fatto Quotidiano Nel 2011 il Tribunale transalpino obbliga l’Italia a reintegrare gli insegnanti licenziati dall’Istituto italiano di Cultura e a risarcire i contributi di dieci anni di precariato illegittimo. Ma gli Affari esteri continuano a non dare esecuzione al pronunciamento nonostante le sollecitazioni dei colleghi del Quai d’Orsay  … Continua a leggere
- Espulsioni di cittadini comunitari dal Belgio. Il caso emblematico di Silvia Guerra - Intervista di Pietro Lunetto (Bruxelles)La precarietà in cui mi ha messo questa espulsione é difficile da spiegare, non per la sua ingiustizia, ma per il suo peso. La notizia e’ passata sui media di informazione durante lo scorso periodo natalizio, riportata alla ribalta dal caso di Silvia Guerra, cittadina italiana residente in Belgio. Parliamo delle … Continua a leggere
- Dal Brasile alla Spagna, le vittime delle dittature fasciste chiedono giustizia - di Adriana Bernardotti (Buenos Aires) Una giustizia universale per le vittime delle dittature del Cono Sur e della Spagna franchista.  La scorsa settimana sono accaduti alcuni avvenimenti in contemporanea che hanno in comune la lotta per la verità e la giustizia sui crimini delle dittature. In Brasile è stato ricordato il cinquantenario del golpe militare de … Continua a leggere
- Le verità nascoste della politica estera italiana - di Francesco Martone C’è qualcosa che non quadra se si mettono assieme notizie spesso ignorate dalla stampa italiana e che invece denotano preoccupanti incongruenze se non vere e proprie scelte di politica estera del nostro paese. Residui di una visione “coloniale” delle relazioni internazionali, di incoerenza o sottomissione alle priorità della sicurezza e della geopolitica … Continua a leggere
- Il Renzi Def non cambia verso: oltre la propaganda vincono i vincoli - di Alfiero Grandi Il governo Renzi sta via via chiarendo i suoi obiettivi in politica economica. Renzi era andato a Bruxelles e nelle più importanti capitali europee con baldanza, preannunciando urbi et orbi che l’Italia avrebbe utilizzato almeno la differenza tra il 3% di deficit consentito dalle regole europee e quello previsto nel 2014 del … Continua a leggere
- La disinformazione sui fatti di Ucraina - di Pietro Lunetto (Bruxelles) Gli avvenimenti degli ultimi mesi avvenuti in Ucraina sono stati trattati a livello mediatico dalla stampa internazionale seguendo un copione già visto e sperimentato in molteplici occasioni: distorsione dei fatti reali, oscuramento delle voci contrarie agli interessi imperialistici di Unione Europea, USA e Nato a secondo dei casi, fino alla diffusione di … Continua a leggere
- Deriva autoritaria - di Piero Bevilacqua * Che il nostro paese sia messo su una china auto­ri­ta­ria lo prova non solo il con­te­nuto delle riforme isti­tu­zio­nali pro­po­ste dal governo Renzi e appro­vate in Con­si­glio dei mini­stri. Su que­ste valga non solo l’appello lan­ciato da Zagre­bel­sky e Rodotà, ma anche le osser­va­zioni e le riserve di tanti com­men­ta­tori, per­fino di espo­nenti e set­tori … Continua a leggere
- Docenti di lingua-cultura italiana, precari e bistrattati all’estero - Fabrizio Lorusso (Città del Messico) [Visto l’interesse comune per le tematiche trattate, questo articolo viene pubblicato oggi anche su Minima et Moralia e La poesia e lo spirito/Viva la scuola e Carmillaonline]. Nel dibattito sul precariato e il riconoscimento della professionalità dei docenti d’italiano come lingua seconda o straniera – L2 o LS – sono pochi i contributi sulle … Continua a leggere
- Emigrazione in America Latina: cresce il distacco dall’Italia - Missione Filef in Argentina e Uruguay: crescente distacco tra le comunità, nuova emigrazione, rinnovo dei comites; la questione del voto europeo oltreoceano e fuori dai confini della UE. Nell’ambito di una missione del coordinatore nazionale della Filef, Rodolfo Ricci, in America Latina, si sono svolti durante il mese di marzo, alcuni incontri organizzativi delle associazioni … Continua a leggere
- Riforme costituzionali: osservazioni sull’articolo di Alfiero Grandi - di G.Z. Karl L’articolo di Alfiero Grandi “Riforme Renzi: a rischio l’equilibrio del sistema istituzionale, la proposta di Grasso” merita di essere ripreso e sviluppato, in una logica costituzionale “costruttiva”, visto che chi scrive ritiene che talvolta la sinistra proprio sul terreno costituzionale abbia mostrato delle lacune. Partiamo da un concetto iniziale, ovverosia la riflessione di … Continua a leggere
- IMMIGRAZIONE: la Germania pronta a fermare il „turismo sociale“ di romeni e bulgari - di Massimo Demontis (Berlino) Il governo tedesco contro il “turismo sociale”. In una prima relazione di 133 pagine sul tema dell’immigrazione presentata a Berlino mercoledì scorso, il ministro dell‘Interno Thomas de Maizière (CDU) e la sua collega di gabinetto ministro del Lavoro Andrea Nahles (SPD) si sono schierati contro l’abuso di prestazioni e contributi sociali … Continua a leggere
- Riforme Renzi: a rischio l’equilibrio del sistema istituzionale, la proposta di Grasso - di Alfiero Grandi Il Presidente del Senato Pietro Grasso ha proposto un’altra versione della riforma del Senato e ha posto una questione di grande peso. Il problema non è racchiuso in un altro modello di Senato, cosa in sé già importante, quanto nell’equilibrio complessivo del sistema istituzionale che deriverebbe dal combinato delle modifiche costituzionali e … Continua a leggere
- La Turchia dopo la prova elettorale amministrativa - di G.Z. Karl È stata molto significativa l’immagine di ieri sera di Erdogan intento, con la sua famiglia, a celebrare la vittoria elettorale alle amministrative turche sul balcone della sede del Partito. Pareva un mix tra i discorsi del Duce al balcone di Palazzo Venezia e la presenza sul Mausoleo di Lenin dei principali esponenti … Continua a leggere
- Lussemburgo: XI° Congresso Ordinario e Congresso Europeo di “déi Lénk” - di Pietro Benedetti (Lussemburgo) Domenica 23 marzo 2014 si è tenuto al Centre Culturel de Luxembourg-Beggen l’XI° Congresso Ordinario annuale di déi Lénk, nonché il suo Congresso Europeo. Il Congresso si è aperto con il discorso di André Hoffmann sulla situazione politica alla vigilia delle elezioni europee, con un netto rifiuto  delle politiche neo-liberiste  della … Continua a leggere
- Fausto Bertinotti: “Ha ragione Marine Le Pen. Oggi lo scontro è tra alto e basso della società” - «Il conflitto si è spostato. Non è più tra destra e sinistra ma tra alto e basso. Su questo ha ragione Marine Le Pen che deve il suo successo alla comprensione di questo cambiamento». Fausto Bertinotti non è affatto sorpreso del risultato francese che va letto ancora prima come la vittoria di Front National, come … Continua a leggere
- Un clima da nuova guerra fredda all’insegna del gas e della lotta alle conquiste sociali - di Andrea Albertazzi (Bruxelles) C’è chi ha sostenuto, a partire dalle prime avvisaglie della cosiddetta “crisi ucraina”, che dietro alle manifestazioni (più o meno violente) di Kiev ci fosse molto di più e che la partita geopolotica che si sta giocando dietro alle quinte è ben più grande ed importante di quanto i media occidentali … Continua a leggere
- NATO-economica: OCCHIO alla “COMMISSIONE” di Bruxelles - di Tito Pulsinelli  (Caracas) Non importa se ha quattro o cinque zampe, se appartiene o no alla famiglia dei gatti, l’importante è che sappia dare la caccia al topo liberista. L’importante è che la cupola dell’Unione Europea (UE), denominata mafiosamente la“commissione”, ci pensi tre volte prima di passare all’ennesimo golpe contro le genti d’Europa. Il più pericoloso, quello … Continua a leggere
- Offensiva generale delle destre con look di sinistra - di Raúl Zibechi (Montevideo) Le recenti manifestazioni di massa generate nei paesi più diversi dalle destre, mostrano la capacità di quest’ultime di appropriarsi di simboli che prima disdegnavano, introducendo un elemento di confusione nelle file della sinistra. Il 17 di febbraio del 2003 Patrick Tyler, dalle colonne del New York Times riflettendo su quanto stava accadendo per … Continua a leggere
- RUSSIA: Il corridoio Razvitie, un grande progetto di sviluppo del continente euro-asiatico - di Mario Lettieri * e Paolo Raimondi *  Mentre i venti di una nuova guerra fredda e i rischi di veri e propri conflitti intorno alla questione Ucraina crescono, importanti personalità dell’economia e delle scienze della Russia propongono invece una visione pacifica dello sviluppo infrastrutturale, economico e culturale dell’intero continente euro-asiatico. L’11 marzo scorso, a Mosca il … Continua a leggere
- Il 25 maggio votare per un’altra Europa, per fermarne la disgregazione - Gli Stati Uniti d’Europa sono un grande sogno istituzionale, politico, sociale nato dall’impegno comune dei popoli europei di cancellare per sempre dai rapporti tra Stati la guerra come modo di soluzione delle controversie e del prevalere di egoismi ed interessi nazionali. Dopo la 2° guerra mondiale è iniziato un percorso difficile e complesso che è … Continua a leggere
- Francia, delusione Hollande e astensionismo aiutano Le Pen. Tiene però la sinistra - di Pietro Lunetto (Bruxelles) Il risultato del primo turno delle amministrative francesi ha suscitato la reazione, spesso scomposta, della stampa mainstream, che preferisce i titoloni alle analisi dettagliate della situazione. Dai risultati del primo turno, credo che si possano solo identificare delle linee di tendenza ed una prima analisi della composizione dei ballottaggi. Come spesso … Continua a leggere
- Il tentativo di ‘rivoluzione colorata’ in Venezuela - di Attilio Folliero  (Caracas) a) Prove di ‘rivoluzione colorata’ in Venezuela Quando c’è una guerra esistono due teatri: un teatro di guerra vero e proprio ed un teatro virtuale; ossia esiste una guerra vera e propria combattuta con le armi ed una guerra virtuale combattuta a colpi di informazioni false. La guerra virtuale, che in molti casi … Continua a leggere
- Cancellare il fiscal compact - di Roberto Musacchio C’è una domanda secca che sta alla base del prossimo voto delle elezioni europee: cancellare il fiscal compact. Questo è il punto chiave senza il quale ogni idea di cambio di marcia o di direzione è puro balletto, anzi un dimenarsi sulle sabbie mobili, quelle dell’austerità, che così facendo ti ingoiano ancora … Continua a leggere
- Prostituzione di stato - di Tonino D’Orazio Tralasciando la parte storica della prostituzione nell’era antica, dove veniva considerata addirittura un obbligo sacro da Assiri, Babilonesi, Egiziani e anche Greci e Romani, essa divenne poi estremamente riprovevole e punibile dalla cristianità statalizzata in poi, fino al tardo medioevo. Ma non per tutte (e tutti), perché le prostitute venivano considerate – … Continua a leggere
- Golpe Ucraina: Crimea con la Russia, implosione nazionale - di Tito Pulsinelli (Caracas) La Russia si è assicurata la Crimea e gli Stati Uniti hanno messo sullo scanno presidenziale un uomo di paglia che non controlla l’Ucraina. Ha innescato una reazione a catena in cui la frammentazione territoriale modificherà frontiere, economia e geopolitica. Odessa e Donetsk, la zona orientale e meridionale, con le miniere, complessi … Continua a leggere
- El País e la Rivoluzione Bolivariana in Venezuela - di Salim Lamrani (Parigi) Il più importante quotidiano spagnolo, El Pais, racconta in modo totalmente distorto la Rivoluzione Bolivariana del venezuela, da Chavez in poi. Ecco come. Da quando ha vinto la Rivoluzione Bolivariana in Venezuela con l’elezione del Presidente Hugo Chávez nel 1998 (fino al 2013) e con la vittoria del suo successore Nicolás … Continua a leggere
- Crimea: il delitto internazionale - di Tommaso Di Francesco Referendum in Crimea. La svolta buona? Un’Ucraina neutrale e fuori dalla Nato Ci sono due sta­tue nei Bal­cani che, se potes­sero par­lare, rac­con­te­reb­bero che cos’è dav­vero il diritto inter­na­zio­nale. Le sta­tue erette a furor di popolo sono, in Croa­zia, quella del fu mini­stro degli esteri della Ger­ma­nia Die­trich Gen­sher, del quale tro­neg­gia dal … Continua a leggere
- Venezuela, parla Maduro: «L’unica primavera è quella bolivariana» - di Geraldina Colotti «I gol­pi­sti hanno cer­cato di pre­sen­tare una falsa pri­ma­vera vene­zue­lana, ma i loro fiori sono sec­chi: per­ché la pri­ma­vera del popolo vene­zue­lano è comin­ciata con il governo socia­li­sta, ed è stata capace di pas­sare dalla pro­te­sta alla pro­po­sta». A Mira­flo­res, il pre­si­dente Nico­las Maduro risponde ai gior­na­li­sti. Il mani­fe­sto ha potuto rivol­ger­gli domande dirette. Sullo schermo, scorre un … Continua a leggere

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Una sconfitta annunciata: alcune domande alla Farnesina sul contenzioso con la Germania.
- Inserito il 07 febbraio 2012 alle 17:12:00 da redazione-IT. IT - DIRITTI GLOBALI

Con la sentenza del 3 febbraio scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la fondatezza dell’azione legale avviata dalla Germania contro l’Italia dopo che la Cassazione italiana non aveva, varie volte, riconosciuto alla Germania l’immunità dalla giurisdizione in giudizi civili di risarcimento danni intentati in Italia contro lo Stato tedesco da italiani vittime del nazismo.
Sgombriamo subito il campo da un equivoco giornalistico, cioè il fatto che la Germania non debba pagare risarcimenti a causa di questa sentenza. In linea di principio, ciò non è vero. Non li pagherà nei giudizi avviati in Italia perché la giurisdizione italiana dovrebbe rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ciò però non significa che la Germania non debba pagare affatto, perché la Germania commise dei crimini durante la seconda guerra mondiale per i quali sarebbe tenuta al pagamento di riparazioni, riparazioni che potrebbero risultare o da un accordo internazionale tra i due paesi, ove mai si riuscisse a concluderlo, o da una sentenza di un tribunale internazionale, semmai l’Italia intentasse un’azione giudiziaria internazionale a questo scopo.



Sgombriamo il campo, inoltre, da un altro problema. La Germania di oggi non è certo il III Reich e dunque non può essere colpevolizzata all’infinito. In più, va ammesso per dovere di onestà intellettuale, se fosse chiamata a rispondere in giudizio di tutti i crimini di guerra commessi dal III Reich andrebbe, ci sia consentita la battuta visti i tempi, immediatamente in default. Ossia, sarebbe chiamata a sostenere risarcimenti insostenibili. La posizione tedesca, perciò, è comprensibile.

Sempre per onesta intellettuale va osservato come la sentenza fosse prevedibile. In materia di immunità dalla giurisdizione la posizione della Corte Internazionale di Giustizia è sempre stata conservatrice. Tuttavia, la linea processuale seguita dall’Italia, particolarmente dalla Farnesina che ha il compito di agire in giudizio in un caso simile, suscita non poche perplessità di seguito elencate:

1) anche se la cosa non ha avuto un effetto diretto rilevante nel caso, perché l’Italia ha sottoscritto, nel corso del vertice italo-tedesco di Trieste del 2008 (peraltro, quello del famoso cucù di Berlusconi alla Merkel; ciò per dire come in Italia si prendano sul serie certe questioni), una dichiarazione congiunta con la Germania in cui si dichiarava rispettosa della decisione della Germania di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia? si risponderà, per sottolineare i buoni rapporti con la Germania in un momento di tensione; ce n’era bisogno, non era ovvio? I rapporti con la Germania sono e resteranno buoni a prescindere dal caso in questione e da tensioni simili; o forse si voleva piuttosto lanciare un messaggio implicito alla Corte che l’Italia di fondo ne accettava, sia pure non esplicitamente, la giurisdizione? Si possono conoscere i verbali dell’incontro Merkel-Berlusconi relativi al punto?

2) Perché la direzione del team di difesa è stata assunta da un Ambasciatore a riposo, peraltro ex Segretario Generale del Ministero, e da un consigliere di Stato? Di norma, alla guida di un team del genere dovrebbe andare il Capo dell’Ufficio del Contenzioso Internazionale del Ministero degli Esteri e, dopo di lui, dovrebbe venire una schiera di professori di diritto internazionale; ciò è la prassi nei casi portati alla Corte Internazionale d Giustizia, tant’è vero che la Germania ha adottato esattamente quest’approccio. Perché ciò non è accaduto per quanto riguarda la nostra equipe legale? Sorge il sospetto che si volesse mantenere una guida politica dell’equipe legale, anziché concentrarsi specificamente sugli aspetti giuridici del caso;

3) È possibile conoscere le motivazioni che hanno indotto la Farnesina a individuare i professori di diritto internazionale che hanno coadiuvato il team? Sulla base di quali curricula e posizioni dottrinali sulla materia oggetto della controversia? È possibile conoscere, oltre ai loro onorari, le clausole dei contratti conclusi con loro e sapere se contenevano obblighi di attenersi a linee di difesa imposte dalla direzione del team legale e dalla Farnesina?

4) Perché nella fase preliminare l’Italia ha avanzato un counter-claim (domanda riconvenzionale) chiedendo che la Germania pagasse dei danni di guerra per i crimini commessi? La Corte ha respinto il counter-claim sostenendo di non aver giurisdizione sul punto (cosa peraltro sfuggita, guarda caso, alla nostra difesa che non ha riproposto il tema nella fase di merito, in sede di esame sulla giurisdizione); si voleva forse creare un precedente per dire che l’Italia non poteva portare un caso simile in futuro all’attenzione della Corte?

5) Perché l’Italia, davanti alla Corte, non ne ha eccepito la giurisdizione quando aveva, viceversa, delle ottime ragioni per farlo, impedendo così alla Corte di pronunciarsi? È vero che, ai termini del suo Statuto, la Corte può rilevare il difetto di giurisdizione motu proprio, il che è d’altronde avvenuto, ma la Corte è stata naturalmente indirizzata, nel corso delle sue attività in proposito, dalla posizione processuale delle parti e quindi dal modo in cui la sola Germania ha inquadrato la controversia (vedi ad esempio il paragrafo 39 della sentenza); una corte, difatti, discute degli argomenti che le parti le propongono, non di tutti i possibili argomenti che le si possono parare dinanzi in linea teorica e che deve andarsi a cercare da sola, altrimenti non smetterebbe mai di lavorare sul punto;

6) Perché l’Italia ha chiesto di non rendere pubbliche una parte delle sue memorie difensive sottoposte alla Corte e che erano inaccessibili sul sito web della Corte Internazionale di Giustizia? Si voleva forse evitare che l’opinione pubblica, in particolare i parenti delle vittime del nazismo che non sono certo pochi nel nostro Paese, comprendesse la reale strategia processuale dell’Italia?

7) Perché nella fase di merito orale, l’Italia ha parzialmente contraddetto ciò che aveva affermato nella fase della procedura scritta riguardo all’esistenza di una eccezione, ormai consolidata, al principio dell’immunità dalla giurisdizione nel caso di gravi violazioni dei diritti umani?

Oltretutto, viene da domandarsi se la Farnesina si sia posta il problema, perdendo, di un possibile conflitto costituzionale scaturente dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. In linea teorica, la magistratura dovrebbe adeguarsi spontaneamente alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ma se non lo farà rilevando, per esempio, la violazione di principi costituzionali italiani e il Parlamento e il Governo intervenissero con una legge, potrebbe essere avviato un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale o comunque la legge potrebbe essere impugnata per incostituzionalità dalle vittime del nazismo. Ci sarebbe, pertanto, da domandarsi se non sarebbe stato meglio in generale tentare di non arrivare, appunto, alla sentenza di merito della Corte Internazionale di Giustizia, oltreché per evitare eventuali conflitti costituzionali, anche per negoziare con la Germania avendo in mano l’arma di pressione delle sentenze di condanna italiane e costringere così la Germania a chiudere il contenzioso con un accordo.

Insomma, pare lecito sospettare che la Farnesina abbia tirato a perdere, facendo apparentemente una politica volta a proteggere le vittime del nazismo, per poi farsi condannare e dire: cosa possiamo farci? Comunque, resta il negoziato – forse il vero, inconfessato obiettivo della Farnesina perché gestito dalla Farnesina stessa e facile da insabbiare – come dimostrano le immediate reazioni del Ministro Terzi all’annuncio della sentenza.

Se questi sospetti fossero reali, allora verrebbe da dire che, impostando una linea simile, certi funzionari della Farnesina, di cui sarebbe interessante conoscere i nomi e sapere se hanno goduto della copertura politica dell’allora Ministro Frattini e dell’attuale Ministro Terzi, avrebbero tradito, ancor più e peggio del Console Vattani, il loro giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di assolvere i propri doveri con disciplina e onore.

Chi è caduto per mano del nazismo e il ricordo delle vittime della Resistenza italiana al nazifascismo meritano di più e meglio di simili comportamenti, casomai fossero veri. Per di più, quanto avvenuto sarebbe l’ennesima dimostrazione della necessità di un intervento diretto, immediato e improcrastinabile della politica su un Ministero, quello degli Esteri, ormai autoreferenziale, refrattario al controllo democratico e, sembrerebbe, formato da personale persino privo di senso dello Stato, includendo in tale concetto la memoria storica del nostro Paese. ( GZ Karl )

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