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Sat, 01 Nov 2014 03:10:20 +0000

- BRASILE, due passi avanti e uno indietro - di Marco Consolo (Santiago del Cile) L’ America Latina e il mondo progressista tirano un sospiro di sollievo. Alla fine di una durissima campagna elettorale, Dilma c’è l’ha fatta ed è confermata Presidente del gigante brasiliano per un altro mandato. Per una differenza di circa il 3% (51,64% con­tro il 48,36%, poco più di 3 … Continua a leggere
- Papa Bergoglio: “Mi dicono comunista, ma opzione per i poveri è nel Vangelo. I movimenti sociali proseguano la lotta” - di Francesco A. Grana (da Il Fatto Quotidiano del 28/10/14) E’ l’appello di Bergoglio nell’incontro mondiale dei movimenti popolari svoltosi in Vaticano e organizzato dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace Appello di Papa Francesco ai movimenti popolari: “Proseguite con la vostra lotta”. Per tutti Bergoglio nell’incontro mondiale svoltosi in Vaticano e organizzato dal … Continua a leggere
- BRASILE: Dilma Roussef confermata presidente; in Uruguay, Tabarè Vasquez verso la riconferma - Aecio Neves ha riconosciuto la sua sconfitta al fotofinish e si è congratulato con Dilma Rousseff, confermata alla presidenza del Brasile. Il candidato degli Stati Uniti, dei mercati finanziari, dei grandi gruppi della borghesia di Sao Paulo e del monopolio mediatico, non è riuscito a estromettere il PT dal potere. La guerra sporca e illegale nelle … Continua a leggere
- Leopolda e Piazza Rossa - di Tonino D’Orazio A parte il nome boccaccesco, quasi un bel sinonimo di sessualità femminile, la Leopolda rappresenta l’antagonista vera nello scontro con Cgil e popolo di piazza San Giovanni. La spaccatura tra una sinistra vera e una subdola, di facciata. Popolo questa volta particolarmente numeroso, ma soprattutto composto anche di molti azionisti della ditta … Continua a leggere
- Gli straordinari: CGIL, oltre un milione in piazza a Roma - Un milione. O forse più. Lo dice dopo l’una anche l’organizzazione della Cgil. La stessa che fino a pochi minuti prima aveva con­fer­mato di non voler dare numeri. Ma il rag­giun­gi­mento dell’asticella messa così in alto pro­prio da Mat­teo Renzi ieri è come una libe­ra­zione per il sin­da­cato rosso. Che in forma ano­nima si lascia andare all’esultanza: «Ce … Continua a leggere
- Fassina: Renzi va a destra. E l’euro va superato - di Andrea Fabozzi, (da Il Manifesto del 24.10.2014) Fas­sina, lei e altri della mino­ranza Pd par­te­ci­pate alla mani­fe­sta­zione della Cgil cri­ti­cando Renzi per l’adesione alle poli­ti­che di auste­rità, lui intanto litiga con l’Ue in nome della flessibilità. Sta solo cer­cando qual­che spa­zio di mano­vra. Il dise­gno di legge di sta­bi­lità è nel solco della poli­tica eco­no­mica libe­ri­sta … Continua a leggere
- Il 12 ottobre boliviano: Evo Morales vince col 61% - di Marco Consolo (Santiago del Cile) Lo scorso 12 Ottobre, in un clima sereno, più di 5 milioni di boliviani sono andati alle urne per eleggere Presidente, Vicepresidente, deputati e senatori. In una data simbolica ed infausta per le popolazioni originarie del continente, non c’è stato bisogno di ballottaggio  Evo Morales, il primo presidente eletto … Continua a leggere
- CGIL, 25 Ottobre: tutt@ a Roma! - “Care e cari, è il momento delle scelte, chiare, dedicate a creare lavoro. Sono passati sette anni dall’inizio della crisi e a pagarne il prezzo continuano a essere i lavoratori e le famiglie, i giovani e i pensionati, i precari, gli esodati, i disoccupati di ogni età. Nel mondo i Paesi che hanno dato priorità … Continua a leggere
- UN CITTADINO ITALIANO DI NOME MUAMMAR GHEDDAFI - di Agostino Spataro In questi giorni, taluni “benpensanti” nostrani e europei cominciano a rivedere, spero in chiave autocritica, le loro ben retribuite sicumere a favore della guerra alla Libia. Si parla , infatti, dell’intervento militare e del barbaro assassinio di Muammar Gheddafi come di un errore della coalizione della NATO e si denuncia il caos … Continua a leggere
- MAURIZIO LANDINI: l’opposizione non è più in parlamento ma nelle piazze - Landini: “Facevo il saldatore 8 ore al freddo. Lì cominciò la battaglia per i diritti” – Il segretario generale della Fiom racconta gli anni in cooperativa, la famiglia, l’impegno del sindacato. Parla della politica industriale della Fiat, del ruolo di Marchionne e di Renzi: “L’idea dell’uomo carismatico che risolve tutti i problemi è una stupidaggine”. … Continua a leggere
- Il riorientamento strategico della Nato dopo la guerra fredda* - di Manlio Dinucci. La Nato, fondata il 4 aprile 1949, comprende durante la guerra fredda sedici paesi: Stati Uniti, Canada, Belgio, Danimarca, Francia, Repubblica federale tedesca, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia. Attraverso questa alleanza, gli Stati Uniti mantengono il loro dominio sugli alleati europei, usando l’Europa come prima … Continua a leggere
- Manovra chiara - di Alfonso Gianni Già lo aveva detto Mario Dra­ghi qual­che set­ti­mana fa: «La sola poli­tica mone­ta­ria non basta di fronte alla gra­vità della crisi». Poi aveva aggiunto che ci vogliono riforme pro­fonde per rilan­ciare la cre­scita. Que­sta seconda parte dell’affermazione è stata giu­sta­mente letta come una ulte­riore pesante intro­mis­sione della Bce nell’ambito delle scelte di poli­tica … Continua a leggere
- Renzi continua a sbagliare (e anche i mercati lo sanno). - di Alfiero Grandi L’aspetto curioso ed inquietante della situazione è che, sia mettere in discussione seriamente la politica di austerità dell’Europa, che tuttora è dominante, sia limitare l’iniziativa per tentare di ottenere qualche miliardo di margine, sempre premettendo dichiarazioni impegnative sul rispetto del 3 % da parte dell’Italia, cambia poco agli occhi dei mercati e … Continua a leggere
- Exxon Mobil sconfitta dal Venezuela - di Tito Pulsinelli (Caracas) La multinazionale riceverà solo il 5% delle sue esorbitanti pretese – Nazionalizzare non è espropriare. Per la nazionalizzazione dell’industria e dei giacimenti petroliferi decretata da Chàvez, la multinazionale nordamericana Exxon Mobil pretendeva 20 miliardi di dollari. Dovrà accontentarsi di 1,5 miliardi, di cui 900 milioni furono già depositati tempo addietro dal Venezuela. … Continua a leggere
- Lezioni greche per l’Italia - Scriveva La Stampa solo pochi giorni fa: “Grecia, la cura funziona: dopo sei anni di recessione il Pil riprende a crescere – Atene pronta ad uscire dal programma di salvataggio Ue-Fmi “Dopo sei anni di recessione e quattro di durissimi aggiustamenti dei bilanci, la Grecia ha presentato ieri una finanziaria che conferma una stima di crescita … Continua a leggere
- Diritto dei gay ad adottare chi? - Da dove verranno i bimbi per le “nuove coppie” autorizzate? Il matrimonio tra persone dello stesso sesso e il diritto all’adozione sono attualmente l’unico terreno autorizzato, direi istituzionalizato, per espandere i diritti civili. Sorge spontaneo un interrogativo: da dove proverranno i nascituri adottabili dalle nuove coppie di identici -e perciò- sterili?  Come si potrà soddisfare la … Continua a leggere
- L’inizio del nuovo ordine mondiale: Asiacentrismo - di Raùl Zibechi (Montevideo) – Tradotto da  Daniela Trollio Il movimento tellurico è più grande di Ucraina e ISIS: nasce un nuovo ordine mondiale post-USA centrato in Asia, sulla base della triplice alleanza Cina-Russia-India – Nonostante le crisi in Medio Oriente ed in Ucraina si rubino a vicenda i titoli sui media, esse sono solo le … Continua a leggere
- Enigma Brasile - di Marco Consolo (Santiago del Cile) Non ci sono nè Sibilla cumana, nè sciamani che tengano. Per sciogliere l’enigma brasiliano, sarà battaglia all’ultimo voto al secondo turno elettorale previsto per il  26  Ottobre. I risultati del primo turno parlano chiaro: l’attuale Presidente Dilma Roussef, candidata del Partito dei Lavoratori (PT), al 41,6 % (circa 43 … Continua a leggere
- Noi e l’Isis - di Tonino D’Orazio Ha ragione Bergoglio e non solo. Siamo nella terza guerra mondiale. Il Nobel della pace Obama, in tono trionfante ci ha spiegato che di nuovo i nord americani sono in guerra alla testa di un’alleanza di ben 40 nazioni. Contro chi? Una creatura loro, l’Isis. Fantomatico gruppo che decapita, facendoci urlare alla … Continua a leggere
- Emigrazione vecchia e nuova: “message in the bottle” - di Rodolfo Ricci (Fiei) Bisogna ringraziare la Fondazione Migrantes e tutto il folto gruppo di ricercatori e operatori che sotto la regia di Delfina Licata da anni ci forniscono un riferimento indispensabile per leggere e riflettere sui cambiamenti che stanno avvenendo dentro le nostre collettività emigrate e le tendenze che si affermano. Quest’anno il rapporto … Continua a leggere
- La crisi politica francese e i suoi riflessi sul quadro italiano ed europeo - di G.Z. Karl È passata sostanzialmente inosservata la crisi politica francese delle scorse settimane, che ha comportato le dimissioni del Governo Valls I e la formazione, poi, di un nuovo Governo Valls (II). Eppure, non si è trattato di una crisi banale, bensì di una crisi che ha una portata europea nella sua dimensione sia … Continua a leggere
- Finalmente la destra - di Tonino D’Orazio Finalmente anche in Italia è arrivata la destra a viso scoperto. La ditta PD&Company si è schierata apertamente contro i lavoratori aprendo addirittura uno scontro tra “popolo” e organizzazioni sindacali. Tra chi rappresenta 18 cittadini italiani su cento elettori (e non è nemmeno detto) e chi ne rappresenta realmente, iscrizioni alla mano, … Continua a leggere
- Brasile al voto: la posizione del Movimento dei Sem Terra - Stédile: Lula ha percepito la fine di un ciclo e la necessità di andare avanti. João Pedro Stédile, uno dei leader del MST, dichiara il suo voto a Dilma, Tarso Genro e Olívio Dutra con unanalisi critica della disputa politica in corso. João Pedro Stédile, 60 anni, del Rio Grande del Sud, uno dei fondatori e più importanti dirigenti del … Continua a leggere
- In Venezuela il fascismo alza il tiro: assassinato Robert Serra del PSUV (con video) - di Attilio Folliero (Caracas) Aggiornamento: In una conferenza stampa del Ministro degli Interni venezuelano si rivela che l’omicidio è stato pianificato Ieri notte a Caracas è stato brutalmente assassinato il giovane deputato socialista Robert Serra; con lui assassinata anche la giovane sposa, María Herrera. Il deputato socialista, di soli 27 anni, viveva in una casa nel … Continua a leggere
- Perchè i grandi media hanno censurato il discorso all’ONU della Cristina Kirchner? - Per quale motivo le grandi reti TV internazionali hanno interrotto la diffusione in diretta e la traduzione del discorso della “presidenta”  Argentina , pronunciato dalla Cristina Fernandez Kirchner , presso l’Assemblea Generale dell’ONU a New York? La risposta è semplice: Cristina F. Kirchner ha oltrepassato le linee rosse segnate dai nord americani e dai loro … Continua a leggere
- PRECARIATO E ART. 18 - di Tonino D’Orazio L’affondo in prosopopea di Renzi, rende tutti perplessi. “Noi non cancelliamo semplicemente l’art 18, ma tutti i co.co.co, co.co.pro, cancelliamo il precariato e tutte quelle forme di collaborazione che hanno fatto del precariato la forma prevalente del lavoro. Questo diritto che c’è arriva da un giudice, noi vogliamo cancellare questo. Non voglio … Continua a leggere
- “Neanche se la mucca tossisce” … La sfida elettorale di Dilma, voto a voto, in Brasile - Di Adriana Bernardotti (Buenos Aires) Il mese di ottobre ci presenta tre importanti appuntamenti elettorali in America del Sud – Brasile, Bolivia e Uruguay -, dai cui risultati possono derivare  spostamenti negli assetti regionali e internazionali non positivi per la sinistra. Il pericolo maggiore è quello del Brasile, dove la rielezione di Dilma appare minacciata dalla carismatica, … Continua a leggere
- Il gigante brasiliano: un boccone ghiotto - di Marco Consolo (Santiago del Cile) In Ottobre si svolgono in America Latina tre importanti sfide elettorali. In Brasile (il 5), Bolivia (il 12), ed Uruguay (il 26) . Nel caso della Bolivia non c’è storia e, con una destra frammentata,  i pronostici sono di gran lunga favorevoli alla rielezione di Evo Morales al primo … Continua a leggere
- Importare il “terzo mondo” - di Agostino Spataro Sperando che si possa ancora esprimere (senza essere aggredito, verbalmente) un punto di vista differente rispetto a una certa tendenza “terzomondista” sull’immigrazione e desiderando contribuire alla comune riflessione, propongo questi due “pensieri” inseriti nel mio “I giardini della nobile brigata”.   (Il giardino d’Occidente) Schiavi Le società opulente hanno sempre avuto bisogno … Continua a leggere
- Art. 18: Ma in che società siamo ridotti a vivere? - di Maurizio Scarpa Ma in che società siamo ridotti a vivere? Una società che monetizza la discriminazione, la prevaricazione, il ricatto. Quanto mi costa compiere un’ ingiustizia? Tre mensilità? Sei giovane, vali poco; la tua schiavitù la posso comprare con poco. Un anno di stipendio? Sei vecchio, mi costi di più ma ne vale la … Continua a leggere

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Una sconfitta annunciata: alcune domande alla Farnesina sul contenzioso con la Germania.
- Inserito il 07 febbraio 2012 alle 17:12:00 da redazione-IT. IT - DIRITTI GLOBALI

Con la sentenza del 3 febbraio scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la fondatezza dell’azione legale avviata dalla Germania contro l’Italia dopo che la Cassazione italiana non aveva, varie volte, riconosciuto alla Germania l’immunità dalla giurisdizione in giudizi civili di risarcimento danni intentati in Italia contro lo Stato tedesco da italiani vittime del nazismo.
Sgombriamo subito il campo da un equivoco giornalistico, cioè il fatto che la Germania non debba pagare risarcimenti a causa di questa sentenza. In linea di principio, ciò non è vero. Non li pagherà nei giudizi avviati in Italia perché la giurisdizione italiana dovrebbe rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ciò però non significa che la Germania non debba pagare affatto, perché la Germania commise dei crimini durante la seconda guerra mondiale per i quali sarebbe tenuta al pagamento di riparazioni, riparazioni che potrebbero risultare o da un accordo internazionale tra i due paesi, ove mai si riuscisse a concluderlo, o da una sentenza di un tribunale internazionale, semmai l’Italia intentasse un’azione giudiziaria internazionale a questo scopo.



Sgombriamo il campo, inoltre, da un altro problema. La Germania di oggi non è certo il III Reich e dunque non può essere colpevolizzata all’infinito. In più, va ammesso per dovere di onestà intellettuale, se fosse chiamata a rispondere in giudizio di tutti i crimini di guerra commessi dal III Reich andrebbe, ci sia consentita la battuta visti i tempi, immediatamente in default. Ossia, sarebbe chiamata a sostenere risarcimenti insostenibili. La posizione tedesca, perciò, è comprensibile.

Sempre per onesta intellettuale va osservato come la sentenza fosse prevedibile. In materia di immunità dalla giurisdizione la posizione della Corte Internazionale di Giustizia è sempre stata conservatrice. Tuttavia, la linea processuale seguita dall’Italia, particolarmente dalla Farnesina che ha il compito di agire in giudizio in un caso simile, suscita non poche perplessità di seguito elencate:

1) anche se la cosa non ha avuto un effetto diretto rilevante nel caso, perché l’Italia ha sottoscritto, nel corso del vertice italo-tedesco di Trieste del 2008 (peraltro, quello del famoso cucù di Berlusconi alla Merkel; ciò per dire come in Italia si prendano sul serie certe questioni), una dichiarazione congiunta con la Germania in cui si dichiarava rispettosa della decisione della Germania di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia? si risponderà, per sottolineare i buoni rapporti con la Germania in un momento di tensione; ce n’era bisogno, non era ovvio? I rapporti con la Germania sono e resteranno buoni a prescindere dal caso in questione e da tensioni simili; o forse si voleva piuttosto lanciare un messaggio implicito alla Corte che l’Italia di fondo ne accettava, sia pure non esplicitamente, la giurisdizione? Si possono conoscere i verbali dell’incontro Merkel-Berlusconi relativi al punto?

2) Perché la direzione del team di difesa è stata assunta da un Ambasciatore a riposo, peraltro ex Segretario Generale del Ministero, e da un consigliere di Stato? Di norma, alla guida di un team del genere dovrebbe andare il Capo dell’Ufficio del Contenzioso Internazionale del Ministero degli Esteri e, dopo di lui, dovrebbe venire una schiera di professori di diritto internazionale; ciò è la prassi nei casi portati alla Corte Internazionale d Giustizia, tant’è vero che la Germania ha adottato esattamente quest’approccio. Perché ciò non è accaduto per quanto riguarda la nostra equipe legale? Sorge il sospetto che si volesse mantenere una guida politica dell’equipe legale, anziché concentrarsi specificamente sugli aspetti giuridici del caso;

3) È possibile conoscere le motivazioni che hanno indotto la Farnesina a individuare i professori di diritto internazionale che hanno coadiuvato il team? Sulla base di quali curricula e posizioni dottrinali sulla materia oggetto della controversia? È possibile conoscere, oltre ai loro onorari, le clausole dei contratti conclusi con loro e sapere se contenevano obblighi di attenersi a linee di difesa imposte dalla direzione del team legale e dalla Farnesina?

4) Perché nella fase preliminare l’Italia ha avanzato un counter-claim (domanda riconvenzionale) chiedendo che la Germania pagasse dei danni di guerra per i crimini commessi? La Corte ha respinto il counter-claim sostenendo di non aver giurisdizione sul punto (cosa peraltro sfuggita, guarda caso, alla nostra difesa che non ha riproposto il tema nella fase di merito, in sede di esame sulla giurisdizione); si voleva forse creare un precedente per dire che l’Italia non poteva portare un caso simile in futuro all’attenzione della Corte?

5) Perché l’Italia, davanti alla Corte, non ne ha eccepito la giurisdizione quando aveva, viceversa, delle ottime ragioni per farlo, impedendo così alla Corte di pronunciarsi? È vero che, ai termini del suo Statuto, la Corte può rilevare il difetto di giurisdizione motu proprio, il che è d’altronde avvenuto, ma la Corte è stata naturalmente indirizzata, nel corso delle sue attività in proposito, dalla posizione processuale delle parti e quindi dal modo in cui la sola Germania ha inquadrato la controversia (vedi ad esempio il paragrafo 39 della sentenza); una corte, difatti, discute degli argomenti che le parti le propongono, non di tutti i possibili argomenti che le si possono parare dinanzi in linea teorica e che deve andarsi a cercare da sola, altrimenti non smetterebbe mai di lavorare sul punto;

6) Perché l’Italia ha chiesto di non rendere pubbliche una parte delle sue memorie difensive sottoposte alla Corte e che erano inaccessibili sul sito web della Corte Internazionale di Giustizia? Si voleva forse evitare che l’opinione pubblica, in particolare i parenti delle vittime del nazismo che non sono certo pochi nel nostro Paese, comprendesse la reale strategia processuale dell’Italia?

7) Perché nella fase di merito orale, l’Italia ha parzialmente contraddetto ciò che aveva affermato nella fase della procedura scritta riguardo all’esistenza di una eccezione, ormai consolidata, al principio dell’immunità dalla giurisdizione nel caso di gravi violazioni dei diritti umani?

Oltretutto, viene da domandarsi se la Farnesina si sia posta il problema, perdendo, di un possibile conflitto costituzionale scaturente dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. In linea teorica, la magistratura dovrebbe adeguarsi spontaneamente alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ma se non lo farà rilevando, per esempio, la violazione di principi costituzionali italiani e il Parlamento e il Governo intervenissero con una legge, potrebbe essere avviato un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale o comunque la legge potrebbe essere impugnata per incostituzionalità dalle vittime del nazismo. Ci sarebbe, pertanto, da domandarsi se non sarebbe stato meglio in generale tentare di non arrivare, appunto, alla sentenza di merito della Corte Internazionale di Giustizia, oltreché per evitare eventuali conflitti costituzionali, anche per negoziare con la Germania avendo in mano l’arma di pressione delle sentenze di condanna italiane e costringere così la Germania a chiudere il contenzioso con un accordo.

Insomma, pare lecito sospettare che la Farnesina abbia tirato a perdere, facendo apparentemente una politica volta a proteggere le vittime del nazismo, per poi farsi condannare e dire: cosa possiamo farci? Comunque, resta il negoziato – forse il vero, inconfessato obiettivo della Farnesina perché gestito dalla Farnesina stessa e facile da insabbiare – come dimostrano le immediate reazioni del Ministro Terzi all’annuncio della sentenza.

Se questi sospetti fossero reali, allora verrebbe da dire che, impostando una linea simile, certi funzionari della Farnesina, di cui sarebbe interessante conoscere i nomi e sapere se hanno goduto della copertura politica dell’allora Ministro Frattini e dell’attuale Ministro Terzi, avrebbero tradito, ancor più e peggio del Console Vattani, il loro giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di assolvere i propri doveri con disciplina e onore.

Chi è caduto per mano del nazismo e il ricordo delle vittime della Resistenza italiana al nazifascismo meritano di più e meglio di simili comportamenti, casomai fossero veri. Per di più, quanto avvenuto sarebbe l’ennesima dimostrazione della necessità di un intervento diretto, immediato e improcrastinabile della politica su un Ministero, quello degli Esteri, ormai autoreferenziale, refrattario al controllo democratico e, sembrerebbe, formato da personale persino privo di senso dello Stato, includendo in tale concetto la memoria storica del nostro Paese. ( GZ Karl )

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