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Mon, 02 Mar 2015 15:02:52 +0000

- PAESE (o parlamento) DI MERDA - Riconoscimento Palestina, Moni Ovadia: “Politici vigliacchi, rimpiango Andreotti” Moni Ovadia, scrittore e drammaturgo ebreo, da sempre attento alle istanze del popolo palestinese. Oggi l’aula della Camera ha votato sul riconoscimento dello Stato di Palestina. La maggioranza ha presentato due mozioni: quella del Pd prevedeva esplicitamente il riconoscimento, quella di Ncd no. Sono state votate entrambe. … Continua a leggere
- La petizione anti-TTIP supera il milione e mezzo di firme - La Stop-TTIP Alliance riunisce oltre 200 associazioni da tutta Europa. Ha lanciato una petizione che chiede di annullare i negoziati “i non trasparenti”. L’obiettivo è raggiungere due milioni di firme. In gioco i diritti dei cittadini. Nel mese di febbraio si è tenuta a Bruxelles l’ottava tornata negoziale sul TTIP , l’accordo di libero scambio … Continua a leggere
- GRECIA-EUROPA: L’iceberg è sempre più vicino - di Stefano Fassina In queste settimane si definisce il senso della vittoria di Syriza alle elezioni politiche del 25 gennaio scorso in Grecia: o il governo Tsipras può contribuire, insieme ai partner dell’euro-zona, a rianimare le democrazie europee attraverso un compromesso di svolta, oppure in Grecia si conferma l’impraticabilità della democrazia sostanziale e l’impossibilità della … Continua a leggere
- Grecia: L’ostilitá preconcetta contro il governo Tsipras - di Tito Pulsinelli (Caracas) C’é’ molta ostilitá contro il governo di Atene, preconcetta e no.Pollice verso da parte dei soliti e noti guardaspalle -mediatici e no- della Banda dei Commissari di Bruxelles, e di molti di coloro che fino ad ora si supponeva fossero avversari irriducibili della BCE. C’é un coro stonato che inneggia all’inutilitá di … Continua a leggere
- Fassina (Pd):“La Grecia esca dall’euro” - Proponiamo la seguente videointervista de La Stampa a Stefano Fassina. Fassina dice con chiarezza che le ragioni strutturali della crisi in Grecia (e nell’intera Europa) restano e che la via che si intende continuare a perseguire porterà al naufragio dell’intera eurozona. oppure clicca QUI  Archiviato in:Uncategorized
- 2012: Hugo Chavez sulle crisi programmate in Libia e Siria (video) -              Archiviato in:Africa, America, Asia, Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Educazione e Cultura, Europa, Geopolitica Conflitti Pace, Informazione e media, Politica
- Quando l’Italia aveva una politica estera - di Agostino Spataro * La crisi libica e i frettolosi propositi interventisti annunciati (anche se opportunamente, “calmierati” dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi) ripropongono la necessità di una riflessione sulla politica estera italiana per come è venuta evolvendo (?) durante questa lunga e confusa transizione in cui sono cambiati (in peggio) l’approccio, la … Continua a leggere
- In un’Europa sorda, Atene sola come Kobane - di Alfiero Grandi Ricordiamo Kobane, dove la resistenza curda contro gli attacchi dell’Isis è stata lasciata sola dalla Turchia, che aveva schierato le sue truppe a solo un chilometro di distanza, ma si è ben guardata dal sostenere chi reggeva tutto il peso dell’attacco di quello che è considerato oggi il nemico numero uno. L’ambiguità … Continua a leggere
- LIBIA: Gli incendiari gridano al fuoco - di Manlio Dinucci La guerra che divampa in Libia miete sempre più vittime non solo sulla terra ma sul mare: molti dei disperati, che tentano la traversata del Mediterraneo, annegano. «Da sotto il mare ci chiedono dove sia finita la nostra umanità», scrive Pier Luigi Bersani. Dovrebbe anzitutto chiedersi dove sia finita la sua umanità, … Continua a leggere
- ATHENAE DELENDA EST - di Paul Krugman (traduzione dal testo nel suo blog sul NY Times) OK, tutto ciò è incredibile, e non nel senso buono del termine. I colloqui dei Greci con i Ministri delle Finanze [dell’Eurozona] si sono interrotti su questo “progetto di dichiarazione”, che i Greci hanno descritto come “assurdo”. E’ un’affermazione rimarchevole. Ecco, secondo me, … Continua a leggere
- Libia 2011-2015: Dove eravate ? Dove siete oggi? - di Marinella Correggia Libia 2011: troppi ignavi, silenziosi o consenzienti mentre la Nato apriva la strada ai nazi-califfi. Con il terrore e la morte l’intero Medioriente e buona parte dell’Africa pagano per le guerre dei governanti occidentali e l’ignavia dei relativi popoli. In tanti dovrebbero mettersi in ginocchio.  Adesso che i nazi-califfi dilagano in Libia e … Continua a leggere
- Pepe Escobar: Impero del caos e vie della seta (video) - Dalla Libia all’Asia centrale agisce l’Impero del Caos. L’intervento di Pepe Escobar su Guerra Fredda vs. Integrazione Eurasiatica al simposio Global WARning dello scorso dicembre. da Pandora TV Al simposio internazionale Global WARning – tenutosi il 12 dicembre 2014 e organizzato da Pandora TV, Megachip-Democrazia nella Comunicazione e Alternativa – ha partecipato anche il giornalista Pepe … Continua a leggere
- Libia, Prodi: “L’Isis alle porte? La colpa è dell’Occidente. Situazione prevedibile” - di Giampiero Calapà L’ex premier torna sul conflitto del 2011: “Dopo Gheddafi bisognava mettere tutti attorno a un tavolo, invece ognuno ha pensato di poter giocare il proprio ruolo. C’erano interessi economici. Ora occorre far sì che tutti gli interlocutori si confrontino e impegnare in un lavoro comune Egitto e Algeria. Non c’è altra via … Continua a leggere
- Syriza e la Grecia accerchiate: ma anche l’UE è sotto scacco - di Tonino D’Orazio Da parecchi lati. Intanto dalla Commissione Europea. Juncker, sì l’evasore di stato e imbroglione ventennale lussemburghese, ricorda e minaccia che “non si può uscire dall’euro senza uscire dall’Unione”.  Inoltre esplicita la sua visione politica terminale: “non esistono scelte democratiche contro i trattati europei”. Il popolo greco è invitato a crepare, democraticamente, secondo i … Continua a leggere
- Necessaria una pausa sulle modifiche della Costituzione - di Alfiero Grandi e Vincenzo Vita Da varie parti viene posto un problema reale, vale a dire la necessità di una pausa di riflessione e di confronto sul delicatissimo tema della Costituzione e, per altri versi, della legge elettorale. In primo luogo, perché l’attuale Parlamento dovrebbe procedere con grande cautela sul problema della Costituzione, in … Continua a leggere
- “Io sto con la Grecia e tu?” Consegnate al vice Presidente del Parlamento greco, Yannis Balafas, le adesioni alla campagna di Cambiailmondo e FIEI - “Io sto con la Grecia e tu?” Consegnate le oltre 5000 firme raccolte in 5 giorni da Cambiailmondo e FIEI, al governo greco nelle mani del vice Presidente del Parlamento greco, Yannis Balafas.   Nel pomeriggio di ieri, 13 febbraio, il responsabile della Filef-Grecia, Angelo Saracini ha consegnato ad Atene, nelle mani del vice Presidente del … Continua a leggere
- Cambia la Grecia, cambia l’Europa: tutti in piazza a Roma, alle 14,30 da Piazza Indipendenza - Promossa dai firmatari dell’appello Cambia la Grecia Cambia l’Europa il 14 febbraio si terrà a Roma una manifestazione nazionale per sostenere la Grecia. Atene chiama è lo slogan che mira a riunire politici, associazioni, società civile, sindacati e gente comune per esprimere il proprio sostegno al popolo greco, al suo governo e all’intero paese in … Continua a leggere
- Declaración de Barcelona: I Foro del Sur de Europa - ¡Es tiempo de acabar con la austeridad! ¡Es tiempo para la Democracia y la Solidaridad! ¡Es el momento para cambiar Europa! La batalla por el cambio en Europa ya ha comenzado. La caída del Gobierno del Memorando en Grecia será un importante paso que se completará mañana con la inminente victoria electoral de Syriza. Esta … Continua a leggere
- Colpo di stato in Svezia… - di Tonino D’Orazio Se le elezioni democratiche dovessero danneggiare il neoliberismo in espansione, allora è meglio non fare votare i cittadini. Semplice. I fatti. Nelle ultime elezioni svedesi è cresciuto nei voti un nuovo partito, SD, considerato quindi “populista” (come se gli altri non si riferissero al popolo), fino al 12%. Diciamo un partito di … Continua a leggere
- “Rifondare l’Europa – La Grecia dopo il voto: non un pericolo, ma una chance per ‘Europa”. - Primi firmatari sono i leader di DGB, ver.di, IG Bau (settore edile), IG Metall,  EVG (ferrovie), NGG (alimentare-gastronomico), GEW (istruzione/accademico), IG BCE (chimico), oltre al presidente dell’organizzazione generale dei sindacati austriaci ÖGB. Oltre ai sindacalisti l’appello è sottoscritto da molti esponenti Linke, Spd e Verdi, ricercatori, intellettuali, ecc. “Appello per un cambiamento delle politiche”, è … Continua a leggere
- “Io sto con la Grecia. E tu ?” – superate le 5.000 adesioni - Campagna europea a sostegno della Grecia e del suo governo democratico nella difficile negoziazione per il ripristino dei diritti del popolo greco e dei popoli europei E’ importantissimo far sentire in questi giorni, la voce dei cittadini europei a favore delle posizioni del legittimo e democratico governo greco che si sta battendo per una revisione … Continua a leggere
- Il nuovo governo greco. Intervista a Joseph Halevi - In questi giorni sono usciti molti articoli sul nuovo governo greco e in particolare su alcuni suoi componenti. La maggior parte di questi articoli si è concentrata su aspetti di costume e non sulla sostanza, ossia su quali politiche economiche potrà mettere in atto la nuova compagine governativa. Abbiamo quindi intervistato Joseph Halevi, professore di … Continua a leggere
- Si può non morire di ideologia - di Tonino D’Orazio Finalmente un popolo si ribella all’ideologia fascista di impoverimento obbligatorio di milioni di persone per ingrassare una piccola percentuale di individui e famiglie, cioè la “grande larva” dell’alta borghesia europea e internazionale, assunta a nuova aristocrazia, la nuova “mano morta”. I Greci hanno semplicemente detto che così “non va bene”. L’hanno fatto con … Continua a leggere
- Podemos riempie Madrid: discorso di Pablo Iglesias alla Marcha del cambio - Il discorso di Pablo Iglesias, segretario generale di Podemos ha infiammato una Puerta del Sol stracolma di gente. La marcia del cambiamento è stata una giornata che rimarrà nella storia della sinistra spagnola. Che bello, che bello vedere la gente fare la storia! È emozionante vedere un popolo sorridere a Puerta del Sol. Un popolo … Continua a leggere
- Tsipras e sindacati, un dialogo difficile - di Dimitri Deliolanes Il movimento dei lavoratori ha perso rappresentanza e incisività. Attesi gli interventi del nuovo governo: azioni in favore dei senza reddito, ripristino del minimo salariale ai tempi pre-crisi e rinegoziazione del debito. Un programma incentrato sulla politica economica e sui rapporti con l’Unione Europea, ma un dialogo solo indiretto con il mondo … Continua a leggere
- La Grecia inizia il “Grande Pivot to Russia”: tutti giù dal carro di Tsipras - Il piano del nuovo governo greco: La Banca Bric l’alternativa sul campo in caso di rottura con la Troika. Per tutti coloro che sono saliti sul carro del vincitore di Tsipras dopo aver passato l’ultimo anno ad insultare la loro dignità ed intelligenza con la posizione assunta sulla crisi Ucraina e aver appoggiato sanzioni alla … Continua a leggere
- #Tsipras, il gran botto nel Laboratorio Greco - di Pino Cabras Se consideriamo la Grecia come un laboratorio, così come in molti fanno da anni, in occasione della vittoria di Tsipras abbiamo assistito all’incendio di molti alambicchi. Chi conduce l’esperimento, specie se si tratta di un test pericoloso, corre anche il rischio di collaudare qualcosa che non risponde ai suoi modelli di partenza: … Continua a leggere
- Varoufakis: Come ridurre il debito senza creare recessione - Yanis Varoufakis è il neo ministro delle Finanze del governo greco guidato da Alexis Tsipras. Proponiamo qui una sua relazione tenuta durante l’incontro organizzato dall’associazione AltraMente il 21 giugno 2010. Il testo è particolarmente interessante proprio perché non recente. Varoufakis analizza la crisi della Grecia e dell’eurozona nell’ambito del contesto globale dato dalla crisi finanziaria del … Continua a leggere
- Dopo la vittoria di Siryza è necessario un fronte europeo anti-austerità - di Alfiero Grandi La vittoria di Siryza e la formazione del nuovo Governo guidato da Tsipras sono fatti politici di prima grandezza anzitutto per la Grecia, che ha ritrovato così la forza di reagire al ricatto dell’austerità che dura ormai da più di 5 anni e che l’ha ridotta in condizioni di vera e propria … Continua a leggere
- SYRIZA AL GOVERNO: non è più il tempo delle “magnifiche sorti e progressive”? - di Franco Astengo Syriza taglia il traguardo del governo in Grecia alleandosi con un partito nazionalista definito da media “di destra” (secondo il vecchio schema che non esiste un nazionalismo di sinistra almeno in Europa. E’ diverso in Sud America). “Podemos” (soggetto politico spagnolo, ma in stretto contatto con il Sud America e in particolare la … Continua a leggere

 
Una sconfitta annunciata: alcune domande alla Farnesina sul contenzioso con la Germania.
- Inserito il 07 febbraio 2012 alle 17:12:00 da redazione-IT. IT - DIRITTI GLOBALI

Con la sentenza del 3 febbraio scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la fondatezza dell’azione legale avviata dalla Germania contro l’Italia dopo che la Cassazione italiana non aveva, varie volte, riconosciuto alla Germania l’immunità dalla giurisdizione in giudizi civili di risarcimento danni intentati in Italia contro lo Stato tedesco da italiani vittime del nazismo.
Sgombriamo subito il campo da un equivoco giornalistico, cioè il fatto che la Germania non debba pagare risarcimenti a causa di questa sentenza. In linea di principio, ciò non è vero. Non li pagherà nei giudizi avviati in Italia perché la giurisdizione italiana dovrebbe rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ciò però non significa che la Germania non debba pagare affatto, perché la Germania commise dei crimini durante la seconda guerra mondiale per i quali sarebbe tenuta al pagamento di riparazioni, riparazioni che potrebbero risultare o da un accordo internazionale tra i due paesi, ove mai si riuscisse a concluderlo, o da una sentenza di un tribunale internazionale, semmai l’Italia intentasse un’azione giudiziaria internazionale a questo scopo.



Sgombriamo il campo, inoltre, da un altro problema. La Germania di oggi non è certo il III Reich e dunque non può essere colpevolizzata all’infinito. In più, va ammesso per dovere di onestà intellettuale, se fosse chiamata a rispondere in giudizio di tutti i crimini di guerra commessi dal III Reich andrebbe, ci sia consentita la battuta visti i tempi, immediatamente in default. Ossia, sarebbe chiamata a sostenere risarcimenti insostenibili. La posizione tedesca, perciò, è comprensibile.

Sempre per onesta intellettuale va osservato come la sentenza fosse prevedibile. In materia di immunità dalla giurisdizione la posizione della Corte Internazionale di Giustizia è sempre stata conservatrice. Tuttavia, la linea processuale seguita dall’Italia, particolarmente dalla Farnesina che ha il compito di agire in giudizio in un caso simile, suscita non poche perplessità di seguito elencate:

1) anche se la cosa non ha avuto un effetto diretto rilevante nel caso, perché l’Italia ha sottoscritto, nel corso del vertice italo-tedesco di Trieste del 2008 (peraltro, quello del famoso cucù di Berlusconi alla Merkel; ciò per dire come in Italia si prendano sul serie certe questioni), una dichiarazione congiunta con la Germania in cui si dichiarava rispettosa della decisione della Germania di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia? si risponderà, per sottolineare i buoni rapporti con la Germania in un momento di tensione; ce n’era bisogno, non era ovvio? I rapporti con la Germania sono e resteranno buoni a prescindere dal caso in questione e da tensioni simili; o forse si voleva piuttosto lanciare un messaggio implicito alla Corte che l’Italia di fondo ne accettava, sia pure non esplicitamente, la giurisdizione? Si possono conoscere i verbali dell’incontro Merkel-Berlusconi relativi al punto?

2) Perché la direzione del team di difesa è stata assunta da un Ambasciatore a riposo, peraltro ex Segretario Generale del Ministero, e da un consigliere di Stato? Di norma, alla guida di un team del genere dovrebbe andare il Capo dell’Ufficio del Contenzioso Internazionale del Ministero degli Esteri e, dopo di lui, dovrebbe venire una schiera di professori di diritto internazionale; ciò è la prassi nei casi portati alla Corte Internazionale d Giustizia, tant’è vero che la Germania ha adottato esattamente quest’approccio. Perché ciò non è accaduto per quanto riguarda la nostra equipe legale? Sorge il sospetto che si volesse mantenere una guida politica dell’equipe legale, anziché concentrarsi specificamente sugli aspetti giuridici del caso;

3) È possibile conoscere le motivazioni che hanno indotto la Farnesina a individuare i professori di diritto internazionale che hanno coadiuvato il team? Sulla base di quali curricula e posizioni dottrinali sulla materia oggetto della controversia? È possibile conoscere, oltre ai loro onorari, le clausole dei contratti conclusi con loro e sapere se contenevano obblighi di attenersi a linee di difesa imposte dalla direzione del team legale e dalla Farnesina?

4) Perché nella fase preliminare l’Italia ha avanzato un counter-claim (domanda riconvenzionale) chiedendo che la Germania pagasse dei danni di guerra per i crimini commessi? La Corte ha respinto il counter-claim sostenendo di non aver giurisdizione sul punto (cosa peraltro sfuggita, guarda caso, alla nostra difesa che non ha riproposto il tema nella fase di merito, in sede di esame sulla giurisdizione); si voleva forse creare un precedente per dire che l’Italia non poteva portare un caso simile in futuro all’attenzione della Corte?

5) Perché l’Italia, davanti alla Corte, non ne ha eccepito la giurisdizione quando aveva, viceversa, delle ottime ragioni per farlo, impedendo così alla Corte di pronunciarsi? È vero che, ai termini del suo Statuto, la Corte può rilevare il difetto di giurisdizione motu proprio, il che è d’altronde avvenuto, ma la Corte è stata naturalmente indirizzata, nel corso delle sue attività in proposito, dalla posizione processuale delle parti e quindi dal modo in cui la sola Germania ha inquadrato la controversia (vedi ad esempio il paragrafo 39 della sentenza); una corte, difatti, discute degli argomenti che le parti le propongono, non di tutti i possibili argomenti che le si possono parare dinanzi in linea teorica e che deve andarsi a cercare da sola, altrimenti non smetterebbe mai di lavorare sul punto;

6) Perché l’Italia ha chiesto di non rendere pubbliche una parte delle sue memorie difensive sottoposte alla Corte e che erano inaccessibili sul sito web della Corte Internazionale di Giustizia? Si voleva forse evitare che l’opinione pubblica, in particolare i parenti delle vittime del nazismo che non sono certo pochi nel nostro Paese, comprendesse la reale strategia processuale dell’Italia?

7) Perché nella fase di merito orale, l’Italia ha parzialmente contraddetto ciò che aveva affermato nella fase della procedura scritta riguardo all’esistenza di una eccezione, ormai consolidata, al principio dell’immunità dalla giurisdizione nel caso di gravi violazioni dei diritti umani?

Oltretutto, viene da domandarsi se la Farnesina si sia posta il problema, perdendo, di un possibile conflitto costituzionale scaturente dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. In linea teorica, la magistratura dovrebbe adeguarsi spontaneamente alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ma se non lo farà rilevando, per esempio, la violazione di principi costituzionali italiani e il Parlamento e il Governo intervenissero con una legge, potrebbe essere avviato un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale o comunque la legge potrebbe essere impugnata per incostituzionalità dalle vittime del nazismo. Ci sarebbe, pertanto, da domandarsi se non sarebbe stato meglio in generale tentare di non arrivare, appunto, alla sentenza di merito della Corte Internazionale di Giustizia, oltreché per evitare eventuali conflitti costituzionali, anche per negoziare con la Germania avendo in mano l’arma di pressione delle sentenze di condanna italiane e costringere così la Germania a chiudere il contenzioso con un accordo.

Insomma, pare lecito sospettare che la Farnesina abbia tirato a perdere, facendo apparentemente una politica volta a proteggere le vittime del nazismo, per poi farsi condannare e dire: cosa possiamo farci? Comunque, resta il negoziato – forse il vero, inconfessato obiettivo della Farnesina perché gestito dalla Farnesina stessa e facile da insabbiare – come dimostrano le immediate reazioni del Ministro Terzi all’annuncio della sentenza.

Se questi sospetti fossero reali, allora verrebbe da dire che, impostando una linea simile, certi funzionari della Farnesina, di cui sarebbe interessante conoscere i nomi e sapere se hanno goduto della copertura politica dell’allora Ministro Frattini e dell’attuale Ministro Terzi, avrebbero tradito, ancor più e peggio del Console Vattani, il loro giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di assolvere i propri doveri con disciplina e onore.

Chi è caduto per mano del nazismo e il ricordo delle vittime della Resistenza italiana al nazifascismo meritano di più e meglio di simili comportamenti, casomai fossero veri. Per di più, quanto avvenuto sarebbe l’ennesima dimostrazione della necessità di un intervento diretto, immediato e improcrastinabile della politica su un Ministero, quello degli Esteri, ormai autoreferenziale, refrattario al controllo democratico e, sembrerebbe, formato da personale persino privo di senso dello Stato, includendo in tale concetto la memoria storica del nostro Paese. ( GZ Karl )

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