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Fri, 30 Jan 2015 10:25:03 +0000

- Tsipras e sindacati, un dialogo difficile - di Dimitri Deliolanes Il movimento dei lavoratori ha perso rappresentanza e incisività. Attesi gli interventi del nuovo governo: azioni in favore dei senza reddito, ripristino del minimo salariale ai tempi pre-crisi e rinegoziazione del debito. Un programma incentrato sulla politica economica e sui rapporti con l’Unione Europea, ma un dialogo solo indiretto con il mondo … Continua a leggere
- La Grecia inizia il “Grande Pivot to Russia”: tutti giù dal carro di Tsipras - Il piano del nuovo governo greco: La Banca Bric l’alternativa sul campo in caso di rottura con la Troika. Per tutti coloro che sono saliti sul carro del vincitore di Tsipras dopo aver passato l’ultimo anno ad insultare la loro dignità ed intelligenza con la posizione assunta sulla crisi Ucraina e aver appoggiato sanzioni alla … Continua a leggere
- #Tsipras, il gran botto nel Laboratorio Greco - di Pino Cabras Se consideriamo la Grecia come un laboratorio, così come in molti fanno da anni, in occasione della vittoria di Tsipras abbiamo assistito all’incendio di molti alambicchi. Chi conduce l’esperimento, specie se si tratta di un test pericoloso, corre anche il rischio di collaudare qualcosa che non risponde ai suoi modelli di partenza: … Continua a leggere
- Varoufakis: Come ridurre il debito senza creare recessione - Yanis Varoufakis è il neo ministro delle Finanze del governo greco guidato da Alexis Tsipras. Proponiamo qui una sua relazione tenuta durante l’incontro organizzato dall’associazione AltraMente il 21 giugno 2010. Il testo è particolarmente interessante proprio perché non recente. Varoufakis analizza la crisi della Grecia e dell’eurozona nell’ambito del contesto globale dato dalla crisi finanziaria del … Continua a leggere
- Dopo la vittoria di Siryza è necessario un fronte europeo anti-austerità - di Alfiero Grandi La vittoria di Siryza e la formazione del nuovo Governo guidato da Tsipras sono fatti politici di prima grandezza anzitutto per la Grecia, che ha ritrovato così la forza di reagire al ricatto dell’austerità che dura ormai da più di 5 anni e che l’ha ridotta in condizioni di vera e propria … Continua a leggere
- SYRIZA AL GOVERNO: non è più il tempo delle “magnifiche sorti e progressive”? - di Franco Astengo Syriza taglia il traguardo del governo in Grecia alleandosi con un partito nazionalista definito da media “di destra” (secondo il vecchio schema che non esiste un nazionalismo di sinistra almeno in Europa. E’ diverso in Sud America). “Podemos” (soggetto politico spagnolo, ma in stretto contatto con il Sud America e in particolare la … Continua a leggere
- Grecia: Tsipras spinge per una Conferenza sul Debito Europeo - 1952, nella Conferenza di Londra 20 Paesi dimezzarono il debito tedesco – Alexis Tsipras è da tempo che va ricordando con pazienza alla Germania e ai duri d’orecchio di Bruxelles che nel 1952, nella bella città di Londra, ebbe luogo una Conferenza sul debito delle nazioni d’Europa, uscite stremate e distrutte dalla seconda deflagrazione mondiale combattuta sul … Continua a leggere
- Cuba: Frentes Fríos - di Carlo Lambiase La Habana di getto, online, tra le case umili di uno dei suoi tanti quartieri marginali. Los frentes fríos di gennaio soffiano poco quest’anno. Ci sono il sole e un caldo discreto per essere in inverno. Gli splendori della Quinta Avenida, del Casco Hystorico e del Vedado sono lontani cosi come lo … Continua a leggere
- VENEZUELA: scarsità programmata, nuova fase della guerra economica - di Tito Pulsinelli (Caracas) Attualizzano la scarsità programmata che ebbe successo in Cile contro Allende – La decennale aggressione sistematica, sconfinata nel terrorismo mediatico contro il governo di Caracas, si è ormai trasformata in attacco deliberato contro le genti del Venezuela. Se si esclude l’accusa di cannibalismo, tutto il resto del repertorio dei veleni e degli … Continua a leggere
- Argentina: il dubbio suicidio di Nisman occasione politico-mediatica per il nuovo attacco a Cristina - Nel video che segue, il giornalista Roberto Navarro di C5N, smonta tutta l’operazione mediatica che allude al coinvolgimento diretto della Presidenta e del suo governo nella morte (apparentemente un suicidio) del giudice Nisman, che stava indagando sull’attentato al centro ebraico Amia, dove erano morte 85 persone, attentato addebitato a presunti terroristi legati all’Iran.  In particolare, … Continua a leggere
- I gravi rischi delle riforme costituzionali e della legge elettorale nella versione del Nazareno - Un gruppo di intellettuali ha inviato ieri una lettera aperta a tutti i deputati e i senatori, in relazione alla riforma del Senato e quella della nuova legge elettorale detta Italicum; costituiscono una sintesi molto chiara dei rischi dei rispettivi disegni di modifica istituzionale a cui si va incontro con la loro approvazione e alla cancellazione, a … Continua a leggere
- Haaretz: Israele fornisce armi al Fronte al-Nusra - da Hispan.tv – Il quotidiano israeliano Haaretz ha confermato l’ampio sostegno del regime di Tel Aviv ai gruppi terroristici legati ad Al-Qaeda sulle Alture del Golan siriano, annesse ai territori occupati nel 1981. «Israele fornisce assistenza al Fronte al-Nusra che si trova sulla lista delle organizzazioni terroristiche, e si crede che stia ricevendo anche aiuti da … Continua a leggere
- Ucraina in fiamme, reportage dalla provincia ribelle di Lugansk - Archiviato in:CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Europa, Geopolitica Conflitti Pace Tagged: conflitti guerre pace, crisi globale, Diritti globali, Geopolitica, Russia, Ucraina
- I misteri di Parigi 2015 sono impressionanti - Archiviato in:America, Asia, Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Europa, Eventi manifestazioni iniziative, Geopolitica Conflitti Pace Tagged: conflitti guerre pace, crisi globale, Diritti globali, Geopolitica, ideologia ed egemonie culturali, United States
- «Noi siamo Charlie. Ma siamo anche i genitori dei tre assassini» - di Catherine Robert, Isabelle Richer, Valérie Louys e Damien Boussard «Noi siamo Charlie. Ma siamo anche i genitori dei tre assassini» è il titolo di una lettera bellissima di alcuni insegnanti francesi che ci è stata segnalata dalla nostra collega Maria G. Vitali-Volant, dell’ Université du Littoral Côte d’Opale Dunkerque . È stata tradotta da Claudia Vago … Continua a leggere
- Cambia l’Europa, cambia l’Italia - di Roberto Musacchio “Kalimera Grecia”! Con questo slogan di buon augurio saranno in tantissimi gli italiani che andranno ad Atene per partecipare e condividere quella giornata, il 25 gennaio, data delle elezioni, in cui l’idea che l’Europa possa cambiare può cominciare a diventare realtà. Quando nacque la proposta e poi si realizzò la lista dell’Altra … Continua a leggere
- Non è sangue sulla libertà - di Tonino D’Orazio E’ sangue sull’ineguaglianza. Non è possibile ad una mente critica confondere i due concetti. Dire che, in pagina di copertina e a caratteri cubitali, (cfr google) il Corano è una merda non rileva molto della satira. Diciamo non fa né ridere né sorridere. Come in genere nessun linguaggio escrementizio. Immaginate su un … Continua a leggere
- Parigi 2015, tappa strategica verso il disordine globale. Che si può ancora fermare. - di Rodolfo Ricci Prima o poi, bisognerà prendere coscienza che siamo tutti sulla stessa barca, anzi sullo stesso mare. Il Mediterraneo. Se ciò non accadrà, sarà la catastrofe. Dopo secoli di commerci, di domini incrociati tra est e ovest, di scambi economici e culturali a cui tutti hanno attinto ed attingono, forse ora, a distanza … Continua a leggere
- Parigi, trappola sanguinosa. - Archiviato in:Asia, Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Etica e religioni, Europa, Geopolitica Conflitti Pace Tagged: conflitti guerre pace, crisi globale, Geopolitica, politica internazionale
- “Scenari Greci”: un film di Aldo Piroso (e quindi, Auguri dalla Grecia) - Archiviato in:Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Europa, Geopolitica Conflitti Pace, Politica Tagged: Alexis Tsipras, crisi globale, Geopolitica, Grecia, politica internazionale
- Putin: Chi è l’aggressore? (Video con sottotitoli in Italiano della conferenza stampa del 18 dicembre) -     Un’analisi italiana sulla maxi conferenza stampa di Putin 2014 (da La Voce della Russia) Migliaia di giornalisti e più di tre ore di domande. L’attesissima maxi conferenza di fine anno del presidente Putin ha visto al suo centro la questione della crisi del rublo e della tensione nei rapporti con i partner occidentali. … Continua a leggere
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- “L’altra faccia della medaglia”: Auguri dall’Australia di 40 anni fa -   Un film di Fabio Cavadini  Fonte: http://filefaustralia.org/   Dall’emigrazione di allora a quella di oggi e alla dimensione universale del viaggio: CONCORSO & SHORT FILM FESTIVAL – “The Journey” GUARDA I FILM SUL CANALE FILEF AUSTRALIA (LINK: QUI)                         TUTTI I FILM – PROFILI … Continua a leggere
- Auguri al mondo dall’America Latina: Il presidente dell’Uruguay, José Pepe Mujica, riceve l’omaggio del vertice dell’Unasur, in Ecuador lo scorso 4 dicembre. Il discorso di Rafael Correa e quello di commiato di Mujica - Archiviato in:America, Confessioni Audit Eterodossie Satire, Diritti sociali diritti umani, Eventi manifestazioni iniziative, Politica Tagged: crisi globale, Diritti globali, ideologia ed egemonie culturali, politica internazionale
- DECADENZA DAL MANDATO PER I VOLTAGABBANA - di Agostino Spataro 1… Tutti sul carro di Renzi Il carro di Renzi, sempre più affollato e cigolante, continua ad avanzare, molto lentamente in verità, sulla via accidentata delle riforme. Ogni tanto, addirittura, si ferma per rabbonire taluni passeggeri costretti a viaggiare… in piedi o per raccogliere qualche viandante smarrito. Avanti, anzi in fondo alla … Continua a leggere
- L’“Osservatorio” ANPI su riforme costituzionali, legge elettorale e rappresentanza - di Alfiero Grandi Si è costituito – il 10 dicembre – presso l’ANPI nazionale  un “Osservatorio” sulla materia delle riforme costituzionali, della  legge elettorale e della rappresentanza dei cittadini. Sono argomenti vitali. Lo è la Costituzione della nostra Repubblica, la carta fondamentale che regola da 56 anni la convivenza tra i cittadini italiani dopo la … Continua a leggere
- USA riconosce che Cuba è sovrana e fa parte della Patria Grande - di Tito Pulsinelli (Caracas) Dopo 54 anni, gli Stati Uniti riconoscono che Cuba è una nazione sovrana. Le sanzioni, e un ermetico blocco economico, sono stati inutili e deprecabili mezzi di coazione, inadatti a deviare o sminuire la volontà di indipendenza del popolo cubano. Meglio tardi che mai. Più di mezzo secolo per capire che … Continua a leggere
- CUBA: alba o tramonto! - di Carlo Lambiase Il 17 di dicembre a Cuba si festeggia San Lazaro che, nella santeria cubana, porta il nome di Babalù Ayè, unisce la figura del santo cattolico con quella della divinità africana ed è il protettore degli ammalati e dei sofferenti. In prima pagina c’è ancora una volta questa isola insidiosa, amata da … Continua a leggere
- Cgil e Uil hanno superato la prova, il Governo no. Siamo vicini a scelte decisive. - di Alfiero Grandi Cgil e Uil hanno superato la prova dello sciopero generale, dopo la riuscitissima manifestazione nazionale della Cgil di fine ottobre. I soliti noti potranno raccontarla come vogliono ma tantissimi lavoratori si sentono rappresentati dai sindacati malgrado l’opera di denigrazione sistematica del loro ruolo,  fino a cercare di addossargli la responsabilità del precariato … Continua a leggere
- Quanto ci costa e perché dobbiamo uscire dalla Nato: Appello - L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che il Sipri quantifica in 72 milioni di euro al giorno. (Oltre 26 miliardi all’anno n.d.r.) Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la … Continua a leggere

 
Una sconfitta annunciata: alcune domande alla Farnesina sul contenzioso con la Germania.
- Inserito il 07 febbraio 2012 alle 17:12:00 da redazione-IT. IT - DIRITTI GLOBALI

Con la sentenza del 3 febbraio scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la fondatezza dell’azione legale avviata dalla Germania contro l’Italia dopo che la Cassazione italiana non aveva, varie volte, riconosciuto alla Germania l’immunità dalla giurisdizione in giudizi civili di risarcimento danni intentati in Italia contro lo Stato tedesco da italiani vittime del nazismo.
Sgombriamo subito il campo da un equivoco giornalistico, cioè il fatto che la Germania non debba pagare risarcimenti a causa di questa sentenza. In linea di principio, ciò non è vero. Non li pagherà nei giudizi avviati in Italia perché la giurisdizione italiana dovrebbe rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ciò però non significa che la Germania non debba pagare affatto, perché la Germania commise dei crimini durante la seconda guerra mondiale per i quali sarebbe tenuta al pagamento di riparazioni, riparazioni che potrebbero risultare o da un accordo internazionale tra i due paesi, ove mai si riuscisse a concluderlo, o da una sentenza di un tribunale internazionale, semmai l’Italia intentasse un’azione giudiziaria internazionale a questo scopo.



Sgombriamo il campo, inoltre, da un altro problema. La Germania di oggi non è certo il III Reich e dunque non può essere colpevolizzata all’infinito. In più, va ammesso per dovere di onestà intellettuale, se fosse chiamata a rispondere in giudizio di tutti i crimini di guerra commessi dal III Reich andrebbe, ci sia consentita la battuta visti i tempi, immediatamente in default. Ossia, sarebbe chiamata a sostenere risarcimenti insostenibili. La posizione tedesca, perciò, è comprensibile.

Sempre per onesta intellettuale va osservato come la sentenza fosse prevedibile. In materia di immunità dalla giurisdizione la posizione della Corte Internazionale di Giustizia è sempre stata conservatrice. Tuttavia, la linea processuale seguita dall’Italia, particolarmente dalla Farnesina che ha il compito di agire in giudizio in un caso simile, suscita non poche perplessità di seguito elencate:

1) anche se la cosa non ha avuto un effetto diretto rilevante nel caso, perché l’Italia ha sottoscritto, nel corso del vertice italo-tedesco di Trieste del 2008 (peraltro, quello del famoso cucù di Berlusconi alla Merkel; ciò per dire come in Italia si prendano sul serie certe questioni), una dichiarazione congiunta con la Germania in cui si dichiarava rispettosa della decisione della Germania di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia? si risponderà, per sottolineare i buoni rapporti con la Germania in un momento di tensione; ce n’era bisogno, non era ovvio? I rapporti con la Germania sono e resteranno buoni a prescindere dal caso in questione e da tensioni simili; o forse si voleva piuttosto lanciare un messaggio implicito alla Corte che l’Italia di fondo ne accettava, sia pure non esplicitamente, la giurisdizione? Si possono conoscere i verbali dell’incontro Merkel-Berlusconi relativi al punto?

2) Perché la direzione del team di difesa è stata assunta da un Ambasciatore a riposo, peraltro ex Segretario Generale del Ministero, e da un consigliere di Stato? Di norma, alla guida di un team del genere dovrebbe andare il Capo dell’Ufficio del Contenzioso Internazionale del Ministero degli Esteri e, dopo di lui, dovrebbe venire una schiera di professori di diritto internazionale; ciò è la prassi nei casi portati alla Corte Internazionale d Giustizia, tant’è vero che la Germania ha adottato esattamente quest’approccio. Perché ciò non è accaduto per quanto riguarda la nostra equipe legale? Sorge il sospetto che si volesse mantenere una guida politica dell’equipe legale, anziché concentrarsi specificamente sugli aspetti giuridici del caso;

3) È possibile conoscere le motivazioni che hanno indotto la Farnesina a individuare i professori di diritto internazionale che hanno coadiuvato il team? Sulla base di quali curricula e posizioni dottrinali sulla materia oggetto della controversia? È possibile conoscere, oltre ai loro onorari, le clausole dei contratti conclusi con loro e sapere se contenevano obblighi di attenersi a linee di difesa imposte dalla direzione del team legale e dalla Farnesina?

4) Perché nella fase preliminare l’Italia ha avanzato un counter-claim (domanda riconvenzionale) chiedendo che la Germania pagasse dei danni di guerra per i crimini commessi? La Corte ha respinto il counter-claim sostenendo di non aver giurisdizione sul punto (cosa peraltro sfuggita, guarda caso, alla nostra difesa che non ha riproposto il tema nella fase di merito, in sede di esame sulla giurisdizione); si voleva forse creare un precedente per dire che l’Italia non poteva portare un caso simile in futuro all’attenzione della Corte?

5) Perché l’Italia, davanti alla Corte, non ne ha eccepito la giurisdizione quando aveva, viceversa, delle ottime ragioni per farlo, impedendo così alla Corte di pronunciarsi? È vero che, ai termini del suo Statuto, la Corte può rilevare il difetto di giurisdizione motu proprio, il che è d’altronde avvenuto, ma la Corte è stata naturalmente indirizzata, nel corso delle sue attività in proposito, dalla posizione processuale delle parti e quindi dal modo in cui la sola Germania ha inquadrato la controversia (vedi ad esempio il paragrafo 39 della sentenza); una corte, difatti, discute degli argomenti che le parti le propongono, non di tutti i possibili argomenti che le si possono parare dinanzi in linea teorica e che deve andarsi a cercare da sola, altrimenti non smetterebbe mai di lavorare sul punto;

6) Perché l’Italia ha chiesto di non rendere pubbliche una parte delle sue memorie difensive sottoposte alla Corte e che erano inaccessibili sul sito web della Corte Internazionale di Giustizia? Si voleva forse evitare che l’opinione pubblica, in particolare i parenti delle vittime del nazismo che non sono certo pochi nel nostro Paese, comprendesse la reale strategia processuale dell’Italia?

7) Perché nella fase di merito orale, l’Italia ha parzialmente contraddetto ciò che aveva affermato nella fase della procedura scritta riguardo all’esistenza di una eccezione, ormai consolidata, al principio dell’immunità dalla giurisdizione nel caso di gravi violazioni dei diritti umani?

Oltretutto, viene da domandarsi se la Farnesina si sia posta il problema, perdendo, di un possibile conflitto costituzionale scaturente dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. In linea teorica, la magistratura dovrebbe adeguarsi spontaneamente alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ma se non lo farà rilevando, per esempio, la violazione di principi costituzionali italiani e il Parlamento e il Governo intervenissero con una legge, potrebbe essere avviato un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale o comunque la legge potrebbe essere impugnata per incostituzionalità dalle vittime del nazismo. Ci sarebbe, pertanto, da domandarsi se non sarebbe stato meglio in generale tentare di non arrivare, appunto, alla sentenza di merito della Corte Internazionale di Giustizia, oltreché per evitare eventuali conflitti costituzionali, anche per negoziare con la Germania avendo in mano l’arma di pressione delle sentenze di condanna italiane e costringere così la Germania a chiudere il contenzioso con un accordo.

Insomma, pare lecito sospettare che la Farnesina abbia tirato a perdere, facendo apparentemente una politica volta a proteggere le vittime del nazismo, per poi farsi condannare e dire: cosa possiamo farci? Comunque, resta il negoziato – forse il vero, inconfessato obiettivo della Farnesina perché gestito dalla Farnesina stessa e facile da insabbiare – come dimostrano le immediate reazioni del Ministro Terzi all’annuncio della sentenza.

Se questi sospetti fossero reali, allora verrebbe da dire che, impostando una linea simile, certi funzionari della Farnesina, di cui sarebbe interessante conoscere i nomi e sapere se hanno goduto della copertura politica dell’allora Ministro Frattini e dell’attuale Ministro Terzi, avrebbero tradito, ancor più e peggio del Console Vattani, il loro giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di assolvere i propri doveri con disciplina e onore.

Chi è caduto per mano del nazismo e il ricordo delle vittime della Resistenza italiana al nazifascismo meritano di più e meglio di simili comportamenti, casomai fossero veri. Per di più, quanto avvenuto sarebbe l’ennesima dimostrazione della necessità di un intervento diretto, immediato e improcrastinabile della politica su un Ministero, quello degli Esteri, ormai autoreferenziale, refrattario al controllo democratico e, sembrerebbe, formato da personale persino privo di senso dello Stato, includendo in tale concetto la memoria storica del nostro Paese. ( GZ Karl )

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