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Mon, 27 Jul 2015 21:16:17 +0000

- C’è una logica in questa follia: crisi nell’UE e riassetto dell’industria mondiale - di Lucia Pradella La crisi economica mondiale scoppiata nel 2007/8 si sta abbattendo con particolare forza sull’Europa: la situazione greca ne è l’esempio più lampante. A livello europeo, la disoccupazione ha raggiunto percentuali record, i salari reali stanno diminuendo, le diseguaglianze sono alle stelle e gli attacchi alla classe lavoratrice si sono intensificati. Secondo dati … Continua a leggere
- Europa: la legge non e’ uguale per tutti - di Roberto Musacchio Come nella fattoria di Orwell tutti gli animali sono uguali ma qualcuno lo e’ di piu’. Questa Europa arcigna e austera fino ad essere crudele “giustifica ” il suo cuore di pietra con la logica implacabile dei numeri e delle regole. Poco importa se poi i numeri non tornano e le persone … Continua a leggere
- Il PD non è il PCI: - di Tonino D’Orazio Quantunque, in nome dell’eredità, molti purtroppo, sia nel PD che nella Cgil, siano ancora convinti del contrario. Conviene ribadirlo che né nella sostanza, né nelle strategie a difesa dei lavoratori o della Costituzione, il PD può minimamente esserne l’erede (e nemmeno il precedente DS). Anzi, in realtà è diventato esattamente l’opposto. E’ punta … Continua a leggere
- L’euro, sovrano da abbattere - di Gianni Ferrara (da Il Manifesto del 26/7/15) Non appare per nulla frut­tuoso un dibat­tito sulla Gre­xit di Schau­ble o di quella di Varou­fa­kis. Sarebbe comun­que deviante o ridut­tivo del pro­blema reale dell’Europa reale. Nel mondo eco­no­mi­ca­mente glo­ba­liz­zato le entità sog­get­tive sta­tali o inter­sta­tali, se non hanno dimen­sione con­ti­nen­tale o almeno sub-continentale (Bra­sile, India, Rus­sia) risul­te­ranno sem­pre subal­terne o soffocate. … Continua a leggere
- Dietro la follia del rigore, ci sono gli interessi dello Stato più forte - di Michele Prospero Lamentarsi contro la mancanza di cuore dell’élite tedesca, o per un’Europa che appare terra di calcoli di potenza e profitto senza solidarietà, è un vano esercizio sentimentale. Ai paesi del Sud non rimane che la lotta. Ora che l’ordine del mercato regna finalmente ad Atene, è possibile una radiografia di ciò che … Continua a leggere
- Paolo Savona: «La Germania è il vero Paese inaffidabile; prepararsi al piano B» - L’economista non usa mezzi termini: «L’Italia prepari un piano B per l’uscita dall’Euro. Se dovessimo essere colti impreparati sarebbe veramente un dramma. La Germania si è autoproclamata come “paese d’ordine dell’Europa” e ha usato la Grecia per riaffermare questo ruolo» Non usa mezzi termini il noto economista Paolo Savona, già ministro dell’Industria nel governo Ciampi … Continua a leggere
- Varoufakis: “Nessuno crede a questo accordo. Tsipras si è arreso, io resto e combatto per la causa del Paese” - di Cosimo Caridi (da Il Fatto Quotidiano) “Sto andando a Corfù in vacanza. Non sono qui per dare consigli, ma ho incontrato degli amici”. Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, è seduto sulla grande poltrona di pelle nella hall di uno degli alberghi che si affacciano su piazza Syntagma. Accanto a lui c’è l’ex ministro … Continua a leggere
- Brancaccio: “Serve un piano B, la sinistra impari dall’errore di Tsipras” - Intervista di Giacomo Russo Spena (da Micromega online) Per l’economista la debacle greca insegna che bisogna mettere da parte la retorica europeista e globalista e predisporre una visione alternativa, un “nuovo internazionalismo del lavoro”. E sulla Grexit replica al premier ellenico che ha denunciato il mancato aiuto di Stati Uniti, Russia e Cina: “Se vero, … Continua a leggere
- Atene è caduta. - di Tonino D’Orazio Berlino ha preso il potere e i suoi beni. In giro sulla stampa europea, con dei giornalisti veri, i commenti sono impressionanti. Soprattutto al confronto dei nostri scribacchini venduti al più offerente. Molti giornali, soprattutto conservatori, visto che un minimo di sinistra non esiste più nella stampa europea, anche se qualcuno fa ancora … Continua a leggere
- Grecia: Lettera aperta agli amici sonnambuli - di Marino Badiale e Fabrizio Tringali È evidente a tutti che la fine drammatica dell’esperienza del governo Syriza è uno spartiacque. Essa infatti rappresenta la verifica concreta, l’experimentum crucis che decide se una strategia politica sia valida oppure no. Non è difficile, se si ha onestà intellettuale, trarne le necessarie conseguenze. Proviamo a farlo in questa … Continua a leggere
- Wolfgang Streeck: “L’euro non è l’Europa” - di Giuliano Battiston  «L’euro non è l’Europa». Per analizzare con lucidità il negoziato sul debito greco Wolfgang Streeck suggerisce di partire da qui. «L’equazione tra l’Unione monetaria e l’Europa è semplicemente ideologica, serve a nascondere interessi prosaici», spiega nel suo studio il direttore del Max-Planck Institut per la ricerca sociale di Colonia. Gli interessi dei … Continua a leggere
- La crisi greca e la crisi dell’Europa - di Danilo Barbi, Fausto Durante* Le ultime vicende relative alla questione greca – dalla proposta del cosiddetto Eurogruppo del 25 giugno, all’esito del referendum greco del 5 luglio, la ripresa e la conclusione della trattativa, fino al voto favorevole del Parlamento – obbligano ad una valutazione complessa e necessariamente articolata. Se è ormai diffusa la … Continua a leggere
- Parla Varoufakis: cosa è accaduto all’Eurogruppo, così sono andate le trattative - Finalmente l’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis concede un’intervista ad Harry Lambert del New Statesman. si tratta di un’intervista di grandissimo interesse ed importanza, da leggere almeno nelle sue parti principali, che vi proponiamo tradotte in italiano. potete trovare l’intervista completa qui: intervista New Statesman Ora riportiamo alcuni passaggi importanti o interessanti : Harry Lambert … Continua a leggere
- Stefano Fassina: “Non c’è sinistra nella gabbia dell’Euro” - di Stefano Fassina (da il Manifesto del 17-7-2015) Sulla bru­ciante vicenda greca, par­tiamo dai con­te­nuti dello «Sta­te­ment» dell’Eurosummit del 12 luglio scorso, prima di fare valu­ta­zioni poli­ti­che. È impos­si­bile nascon­derne l’insostenibilità eco­no­mica e di finanza pub­blica. Le misure impo­ste sono bru­tal­mente reces­sive, oltre che regres­sive sul piano sociale, nono­stante gli aggiu­sta­menti con­qui­stati dalla dele­ga­zione greca a Bru­xel­les. Gli … Continua a leggere
- Fuori dall’Euro c’è l’Europa (e la democrazia) - di Rodolfo Ricci Per tentare di comprendere meglio cosa stia accadendo con la questione greca e quindi le reali sfide che abbiamo di fronte, è necessario tornare all’introduzione dell’Euro; e su alcuni elementi che negli eventi convulsi degli ultimi giorni rischiano di perdersi in un rumore di fondo fatto di tifoserie varie che rende difficile … Continua a leggere
- Grecia: Bruxelles esulta alla fine dell’UE - di Tito Pulsinelli (Caracas) La Germania nuoce agli altri e a se stessa -Vittoria di Pirro del fondamentalismo immediatista – Per la terza volta in un secolo, la Germania ha distrutto l’Europa. Sotto le macerie rimane non solo la Grecia, ma il progetto stesso di un blocco continentale autonomo, equidistante, padrone del suo futuro, e in grado … Continua a leggere
- Il “più Europa” (è) liberista - di Sergio Cesaratto Nei giorni scorsi il Manifesto ha preso posizioni sulla crisi greca che a molti sono apparse sconcertanti. Da titoli dove una manovra recessiva diventava misura per la crescita (“Atene, 12 miliardi per la crescita”), all’identificazione di Piazza Syntagma con “L’Europa siamo noi” o di Tsipras come “Il cuore d’Europa”, sino alla perorazione … Continua a leggere
- Rinasce il nazionalismo tracotante tedesco - di Marco Bascetta (da Il Manifesto del 14 luglio) Dopo ben cin­que mesi di nego­ziato tra il nuovo governo di Atene e l’Unione euro­pea due cose sono ormai chiare. La prima è che non si è trat­tato di un nego­ziato, ma di una guerra. Una guerra pre­ven­tiva per il raf­for­za­mento dell’egemonia tede­sca in Europa. La seconda, del tutto con­se­guente, è che … Continua a leggere
- GRECIA al cappio. - di Tonino D’Orazio Ormai abbiamo davanti, nudo, il volto vero di questa Europa (che non vogliamo) diretta dal IV Reich. Si torna al punto di partenza dopo sei mesi di lento strangolamento. La dimostrazione per gli altri popoli europei che i referendum non servono a nulla. Che i socialisti sono parte integrante del neoliberismo dilagante. … Continua a leggere
- Grecia: Pablo è morto, Pablo è vivo! - di Rodolfo Ricci Bisogna essere sinceri,  chiari, realisti: non si può assumere l’operato di Tsipras e della maggioranza di Syriza come se l’abominevole “accordo” sia una mezza vittoria rispetto alla volontà tedesca di far fuori la Grecia dall’eurozona. In realtà si tratta di una sconfitta cocente, di una battaglia perduta. Di una resa quasi incondizionata di … Continua a leggere
- PAPA FRANCESCO: Il discorso boliviano all’incontro mondiale dei movimenti popolari (Video integrale) - Il discorso di Papa Francesco al secondo incontro mondiale dei movimenti popolari presso l’Expo Feria di Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia. Il primo incontro si svolse in Vaticano nell’ottobre del 2014 e vide la partecipazione del presidente boliviano Morales che in qualità di leader del movimento.  Archiviato in:Africa, Ambiente, America, Asia, Confessioni Audit … Continua a leggere
- Grecia: ora un referendum europeo contro l’austerità - di Fabio Marcelli (da Il Fatto Quotidiano on line) Il grande valore del pronunciamento greco di domenica è stato quello di ridare la parola e la voce al popolo, in un contesto di oscura e antidemocratica tecnocrazia, nel quale economisti e sedicenti tali, dopo aver provocato con le loro folli teorie la crisi economica e finanziaria … Continua a leggere
- Papa Francesco in Bolivia: serve cambiamento globale - (ANSA) – Al secondo raduno mondiale dei movimenti popolari nella Bolivia di Evo Morales “Abbiamo bisogno, e vogliamo un cambiamento”. “Parlo di problemi comuni a tutta l’umanità”. Questo sistema non regge, gli umili lo hanno capito prima degli scienziati. “L’ho detto e lo ripeto: terra casa e lavoro sono diritti sacri”. E ancora: no alla economia … Continua a leggere
- Il discorso di Tsipras al Parlamento europeo (video integrale con traduzione in italiano) -         Archiviato in:Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Europa, Eventi manifestazioni iniziative, Geopolitica Conflitti Pace, Informazione e media, Italia, Lavoro economia società, Politica Tagged: Alexis Tsipras, crisi globale, Diritti globali, Grecia, politica internazionale
- GRECIA: in tanti rosicano e gridano vendetta - di Tonino D’Orazio Tutti i giornali italiani ed europei, in genere, rosicano sul risultato del referendum greco. Compresi quelli sedicenti di sinistra. Compresa l’Unità appena resuscitata per la quarta volta. Tutti i giornalisti televisivi, tutti filogovernativi a sostegno dei loro governi, ormai in gran parte di destra, rosicano e insultano. Oltre che penoso è quasi … Continua a leggere
- GRECIA: Europa, non Unione Europea, please! - di Tito Pulsinelli  (Caracas) C’é vita lontano dalla Troika, c’é miglior vita fuori dell’UE e al riparo dei suoi deliri totalitari. Cosí la pensano gli abitanti della Grecia e l’hanno espresso in un referendum vinto agevolmente. C’é una miglior vita, e non si tratta solo della “sacralitá” dell’urna, ma della storia contemporanea dell’Argentina e dell’Ecuador. … Continua a leggere
- Grecia: un breve riepilogo di come è andata - di Giulietto Chiesa (Sintesi – mia – dell’articolo del professor Michael Hudson, Presidente di ISLET Iistituto per lo studio delle tendenze economiche di lungo termine, Forest Hill, Ny) Il debito greco risale al 2010. Già allora la Grecia non poteva pagarlo. Perché? Quando entrò nella zona euro le cifre del suo debito furono falsificate. Da … Continua a leggere
- Grecia: la dichiarazione di dimissioni di Yanis Varoufakis - In un post sul suo blog a poche ore dalla vittoria del no al referendum in Grecia – da lui appoggiato – il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis  ha rassegnato le dimissioni, sostenendo che ciò permetterà al primo ministro Alexis Tsipras di  negoziare un accordo migliore con i creditori del paese. “Il referendum di domenica … Continua a leggere
- CGIL: Per la sinistra europea ora suona la campana - “Non ci sono più alibi per chi deve prendere in mano il destino dell’Europa. Il messaggio è molto chiaro: o l’Europa cambia, oppure non ce la fa più. Basta con austerità, disciplina di bilancio, rigore ossessivo”. A dirlo è Fausto Durante, coordinatore dell’area Politica europea e internazionale della Cgil, intervistato da RadioArticolo1(qui il podcast) dopo … Continua a leggere
- Grecia: le reazioni da Argentina e Venezuela - Dopo l’esito del referendum in Grecia, il Presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner, ha celebrato il rifiuto opposto dai cittadini greci al programma dei creditori «Una rotonda vittoria di democrazia e dignità. Il popolo greco ha detto no alle impossibili e umilianti condizioni che volevano imporre per la ristrutturazione del suo debito estero», queste le … Continua a leggere

 
Una sconfitta annunciata: alcune domande alla Farnesina sul contenzioso con la Germania.
- Inserito il 07 febbraio 2012 alle 17:12:00 da redazione-IT. IT - DIRITTI GLOBALI

Con la sentenza del 3 febbraio scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la fondatezza dell’azione legale avviata dalla Germania contro l’Italia dopo che la Cassazione italiana non aveva, varie volte, riconosciuto alla Germania l’immunità dalla giurisdizione in giudizi civili di risarcimento danni intentati in Italia contro lo Stato tedesco da italiani vittime del nazismo.
Sgombriamo subito il campo da un equivoco giornalistico, cioè il fatto che la Germania non debba pagare risarcimenti a causa di questa sentenza. In linea di principio, ciò non è vero. Non li pagherà nei giudizi avviati in Italia perché la giurisdizione italiana dovrebbe rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ciò però non significa che la Germania non debba pagare affatto, perché la Germania commise dei crimini durante la seconda guerra mondiale per i quali sarebbe tenuta al pagamento di riparazioni, riparazioni che potrebbero risultare o da un accordo internazionale tra i due paesi, ove mai si riuscisse a concluderlo, o da una sentenza di un tribunale internazionale, semmai l’Italia intentasse un’azione giudiziaria internazionale a questo scopo.



Sgombriamo il campo, inoltre, da un altro problema. La Germania di oggi non è certo il III Reich e dunque non può essere colpevolizzata all’infinito. In più, va ammesso per dovere di onestà intellettuale, se fosse chiamata a rispondere in giudizio di tutti i crimini di guerra commessi dal III Reich andrebbe, ci sia consentita la battuta visti i tempi, immediatamente in default. Ossia, sarebbe chiamata a sostenere risarcimenti insostenibili. La posizione tedesca, perciò, è comprensibile.

Sempre per onesta intellettuale va osservato come la sentenza fosse prevedibile. In materia di immunità dalla giurisdizione la posizione della Corte Internazionale di Giustizia è sempre stata conservatrice. Tuttavia, la linea processuale seguita dall’Italia, particolarmente dalla Farnesina che ha il compito di agire in giudizio in un caso simile, suscita non poche perplessità di seguito elencate:

1) anche se la cosa non ha avuto un effetto diretto rilevante nel caso, perché l’Italia ha sottoscritto, nel corso del vertice italo-tedesco di Trieste del 2008 (peraltro, quello del famoso cucù di Berlusconi alla Merkel; ciò per dire come in Italia si prendano sul serie certe questioni), una dichiarazione congiunta con la Germania in cui si dichiarava rispettosa della decisione della Germania di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia? si risponderà, per sottolineare i buoni rapporti con la Germania in un momento di tensione; ce n’era bisogno, non era ovvio? I rapporti con la Germania sono e resteranno buoni a prescindere dal caso in questione e da tensioni simili; o forse si voleva piuttosto lanciare un messaggio implicito alla Corte che l’Italia di fondo ne accettava, sia pure non esplicitamente, la giurisdizione? Si possono conoscere i verbali dell’incontro Merkel-Berlusconi relativi al punto?

2) Perché la direzione del team di difesa è stata assunta da un Ambasciatore a riposo, peraltro ex Segretario Generale del Ministero, e da un consigliere di Stato? Di norma, alla guida di un team del genere dovrebbe andare il Capo dell’Ufficio del Contenzioso Internazionale del Ministero degli Esteri e, dopo di lui, dovrebbe venire una schiera di professori di diritto internazionale; ciò è la prassi nei casi portati alla Corte Internazionale d Giustizia, tant’è vero che la Germania ha adottato esattamente quest’approccio. Perché ciò non è accaduto per quanto riguarda la nostra equipe legale? Sorge il sospetto che si volesse mantenere una guida politica dell’equipe legale, anziché concentrarsi specificamente sugli aspetti giuridici del caso;

3) È possibile conoscere le motivazioni che hanno indotto la Farnesina a individuare i professori di diritto internazionale che hanno coadiuvato il team? Sulla base di quali curricula e posizioni dottrinali sulla materia oggetto della controversia? È possibile conoscere, oltre ai loro onorari, le clausole dei contratti conclusi con loro e sapere se contenevano obblighi di attenersi a linee di difesa imposte dalla direzione del team legale e dalla Farnesina?

4) Perché nella fase preliminare l’Italia ha avanzato un counter-claim (domanda riconvenzionale) chiedendo che la Germania pagasse dei danni di guerra per i crimini commessi? La Corte ha respinto il counter-claim sostenendo di non aver giurisdizione sul punto (cosa peraltro sfuggita, guarda caso, alla nostra difesa che non ha riproposto il tema nella fase di merito, in sede di esame sulla giurisdizione); si voleva forse creare un precedente per dire che l’Italia non poteva portare un caso simile in futuro all’attenzione della Corte?

5) Perché l’Italia, davanti alla Corte, non ne ha eccepito la giurisdizione quando aveva, viceversa, delle ottime ragioni per farlo, impedendo così alla Corte di pronunciarsi? È vero che, ai termini del suo Statuto, la Corte può rilevare il difetto di giurisdizione motu proprio, il che è d’altronde avvenuto, ma la Corte è stata naturalmente indirizzata, nel corso delle sue attività in proposito, dalla posizione processuale delle parti e quindi dal modo in cui la sola Germania ha inquadrato la controversia (vedi ad esempio il paragrafo 39 della sentenza); una corte, difatti, discute degli argomenti che le parti le propongono, non di tutti i possibili argomenti che le si possono parare dinanzi in linea teorica e che deve andarsi a cercare da sola, altrimenti non smetterebbe mai di lavorare sul punto;

6) Perché l’Italia ha chiesto di non rendere pubbliche una parte delle sue memorie difensive sottoposte alla Corte e che erano inaccessibili sul sito web della Corte Internazionale di Giustizia? Si voleva forse evitare che l’opinione pubblica, in particolare i parenti delle vittime del nazismo che non sono certo pochi nel nostro Paese, comprendesse la reale strategia processuale dell’Italia?

7) Perché nella fase di merito orale, l’Italia ha parzialmente contraddetto ciò che aveva affermato nella fase della procedura scritta riguardo all’esistenza di una eccezione, ormai consolidata, al principio dell’immunità dalla giurisdizione nel caso di gravi violazioni dei diritti umani?

Oltretutto, viene da domandarsi se la Farnesina si sia posta il problema, perdendo, di un possibile conflitto costituzionale scaturente dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. In linea teorica, la magistratura dovrebbe adeguarsi spontaneamente alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ma se non lo farà rilevando, per esempio, la violazione di principi costituzionali italiani e il Parlamento e il Governo intervenissero con una legge, potrebbe essere avviato un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale o comunque la legge potrebbe essere impugnata per incostituzionalità dalle vittime del nazismo. Ci sarebbe, pertanto, da domandarsi se non sarebbe stato meglio in generale tentare di non arrivare, appunto, alla sentenza di merito della Corte Internazionale di Giustizia, oltreché per evitare eventuali conflitti costituzionali, anche per negoziare con la Germania avendo in mano l’arma di pressione delle sentenze di condanna italiane e costringere così la Germania a chiudere il contenzioso con un accordo.

Insomma, pare lecito sospettare che la Farnesina abbia tirato a perdere, facendo apparentemente una politica volta a proteggere le vittime del nazismo, per poi farsi condannare e dire: cosa possiamo farci? Comunque, resta il negoziato – forse il vero, inconfessato obiettivo della Farnesina perché gestito dalla Farnesina stessa e facile da insabbiare – come dimostrano le immediate reazioni del Ministro Terzi all’annuncio della sentenza.

Se questi sospetti fossero reali, allora verrebbe da dire che, impostando una linea simile, certi funzionari della Farnesina, di cui sarebbe interessante conoscere i nomi e sapere se hanno goduto della copertura politica dell’allora Ministro Frattini e dell’attuale Ministro Terzi, avrebbero tradito, ancor più e peggio del Console Vattani, il loro giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di assolvere i propri doveri con disciplina e onore.

Chi è caduto per mano del nazismo e il ricordo delle vittime della Resistenza italiana al nazifascismo meritano di più e meglio di simili comportamenti, casomai fossero veri. Per di più, quanto avvenuto sarebbe l’ennesima dimostrazione della necessità di un intervento diretto, immediato e improcrastinabile della politica su un Ministero, quello degli Esteri, ormai autoreferenziale, refrattario al controllo democratico e, sembrerebbe, formato da personale persino privo di senso dello Stato, includendo in tale concetto la memoria storica del nostro Paese. ( GZ Karl )

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