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Fri, 24 Apr 2015 13:20:51 +0000

- TTIP e TPP: chi raccoglierà l’ira popolare? - Thomas Fazi intervista Walden Bello Parallelamente all’accordo commerciale attualmente in discussione con l’Unione Europea (il TTIP), gli USA stanno negoziando un accordo analogo con 11 paesi dell’Asia e del Pacifico: l’accordo TransPacifico (Trans-Pacific Partnership, TPP). Walden Bello, uno dei critici più importanti della globalizzazione neoliberista delle multinazionali, identifica qual è la strategia globale che sostiene … Continua a leggere
- Emergenza umanitaria: le “naturali conseguenze” di Giorgio Napolitano - Il Presidente emerito Giorgio Napolitano, le cui espressioni di parte e unilaterali a cui abbiamo assistito nel suo novennato e la cui purissima assenza di autocritica verificabile anche in questi giorni lo denota come esempio paradigmatico da evitare (per gli attuali e per i posteri), interrogato, nel 2011, sulla legittimità costituzionale dei bombardamenti in Libia, ebbe ad affermare  che … Continua a leggere
- Ecco come la NATO uccide gli africani nel Club Med - di Pepe Escobar L’imperialismo umanitario applicato a ciò che il Pentagono ama definire MENA (Middle East-North Africa) ha portato, secondo Amnesty International, “al più grande disastro di profughi dopo la seconda guerra mondiale.” Voi tutti ricordate la coalizione dei volenterosi NATO/AFRICOM, “guidata” da Re Sarko I, l’allora Presidente della Francia, mentre il presidente americano Barack … Continua a leggere
- Fiorella Mannoia: “Non credo a nulla di quello che dicono” - di Fiorella Mannoia Dovrebbero rispondere gli Stati dove risiedono le multinazionali che lucrano su qui paesi, dovrebbero rispondere tutti gli Stati che hanno bombardato stati sovrani, uccidendo migliaia di civili e portando caos in ogni posto dove sono andati (Libia compresa). Chiediamo giustamente all’Europa di prendersi le sue responsabilità, allora chiediamo anche agli Stati Uniti … Continua a leggere
- Migranti: La grande ipocrisia - di Alain Goussot* L’ipocrisia del cosiddetto mondo civilizzato è assoluta, le ‘buone coscienze’ si dicono dispiaciute oppure propongono soluzioni – vedi sparare sui barconi, combattere gli scafisti (come?) – che sono peggiori del dramma in atto. Quello che viene nascosto e non viene detto all’opinione pubblica europea e italiana è quali sono le cause di … Continua a leggere
- 25 Aprile 2015 - di Alfiero Grandi Il 25 aprile è una data fondamentale per l’Italia. La Liberazione dal fascismo e dall’occupazione nazista ne motivano l’importanza, ma c’è anche qualcosa che arriva ad oggi. E’ dalla spinta di libertà e di rinnovamento della Liberazione che è iniziata una fase storica che è chiamata da molti 2° risorgimento. Il parallelismo … Continua a leggere
- Guerra e pace - di Andrea Ermano (Zurigo) “E’ molto incoraggiante l’apertura mostrata dalla Commissione europea alla richiesta italiana di modificare la taglia minima nella pesca delle vongole”, ci scrive la senatrice Bertuzzi, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura a Palazzo Madama, assicurandoci che “il sottosegretario Castiglione continuerà il suo impegno in Europa” e che “la variazione della taglia minima delle … Continua a leggere
- La strage continua dei neo-nazistelli del XXI secolo - di Salvatore Palidda L’annegamento di 700 forse 900 migranti il 17 aprile 2015 è l’ennesima conseguenza diretta di due fatti principali: la riproduzione delle guerre e il proibizionismo delle migrazioni. La maggioranza dei media continua a vomitare lacrime da coccodrillo, vili ipocrisie, falsità e addirittura il compiacimento da parte degli sciacalli; ancora una distrazione di … Continua a leggere
- Riforme costituzionali e legge elettorale: il dibattito in corso - Proponiamo alcuni interventi da diversi organi di stampa italiani su riforme costituzionali e legge elettorale: un confronto sempre più aspro connotato dalla necessità di governance (autoritaria) della crisi e conseguente semplificazione della rappresentanza e della dinamica parlamentare. (a cura di M. Zanetta) Editoriale de Il Manifesto Riforme, l’alibi dei guitti —? Massimo Villone, 21.4.2015 Ai bam­bini restii ad … Continua a leggere
- Immigrazione: il dibattito in corso - Proponiamo alcuni interventi da diversi organi di stampa italiani sulla questione Immigrazione, in un momento in cui ci si appresta a scelte ancora una volta dettate dall’emergenza (un’emergenza che dura da anni e che continua a non affrontare i nodi strutturali del rapporto nord-sud) e quindi a rischio di effetti negativi e ulteriormente problematici. (a cura … Continua a leggere
- IMMIGRAZIONE: CHIUDERE CON L’EMERGENZA E AVVIARE UNA SERIA POLITICA D’IMMIGRAZIONE - PAROLE CHIARE SULL’ IMMIGRAZIONE: CHIUDERE CON L’EMERGENZA DEL SOCCORSO IN MARE E AVVIARE UNA POLITICA D’IMMIGRAZIONE REGOLARE di Agostino Spataro Sommario: Ma quanti ne dovranno morire per cambiare politica?; Chiudere il capitolo del soccorso in mare e aprire quello dell’immigrazione regolare; Non serve recriminare, ma proporre giuste soluzioni; Accordi bilaterali e multilaterali d’immigrazione; L’atto di … Continua a leggere
- Dalla Libia all’Ucraina passando per la Grecia - di Roberto Musacchio Il braccio di ferro durissimo tra l’attuale governance europea e la nuova Grecia di Alexis Tsipras ha già avuto il merito di scoperchiare tutta l’inadeguatezza, o peggio la sciagurataggine, delle leadership del vecchio continente. Solo pensare di poter arrivare ad uno splash down con la Grecia, ad una separazione con un Paese … Continua a leggere
- Il futuro lavoro che non c’è - di Tonino D’Orazio La tecnologia avanza così rapidamente da lasciare fortemente indietro la domanda di lavoro. E’ la terza rivoluzione industriale in atto, quella delle nuove tecnologie di produzione, sempre più quella del “non luogo”, dell’informale, della non necessaria sede fisica e umana. Abbiamo davanti, tutti giorni, l’evidenza di come la robotica e l’automazione stiano … Continua a leggere
- Panama, Cuba e l’America: sulla Cumbre de Las Américas - di Carlo Lambiase (l’Avana, 12.04.2015) La settima Cumbre de Las Américas è appena finita e Panama ritorna alla sua vita quotidiana. I grandi scheletri urbani restano in attesa di un completamento edilizio che forse arriverà quando la crisi economica passerà e quindi il raddoppio del canale sarà completato e i biglietti verdi ritorneranno a circolare in … Continua a leggere
- Eduardo Galeano, un grande latino americano - E’ morto Eduardo Galeano, 74 anni, rivoluzionario, di professione scrittore. Ci piace ricordarlo come autore de “Le vene aperte dell’America latina”. E’ IL libro indispensabile per comprendere e trasformare l’America latina. Non era amato dalle oligarchie che cercarono di eliminarlo durante le dittature militari progettate da Henry Kissinger. Conobbe l’esilio. Uno degli ultimi atti di … Continua a leggere
- Gli USA non sono l’America, ma una parte di essa - di Agostino Spataro Il recente vertice di Panama era titolato “Cumbre de las Americas”( al plurale), eppure abbiamo udito e/o letto alcuni commenti nei quali, per inveterata cattiva abitudine, gli Usa sono stati identificati con il continente America. Può sembrare una leggerezza, un’inesattezza di poco conto, ma credo che così non sia poiché – quasi … Continua a leggere
- L’amaro greco - di Sergio Cesaratto Questo giovedì (9 aprile scorsondr), scade la tranche di 460 milioni di euro che la Grecia deve al Fondo Monetario Internazionale. Dopo aver affermato che tale pagamento era alternativo alla erogazione di salari pubblici e pensioni, il governo greco ha successivamente confermato il rispetto della scadenza e, del resto, mai nessun paese … Continua a leggere
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- Fronte del Nord (Europa): Neonazismo e russofobia in Lettonia - Cosa sta succedendo nei paesi baltici? Chi sta preparando lo scontro? Ma a quanto pare la russofobia non paga. Un documentario esclusivo dai risvolti sorprendenti prodotto da Pandora TV.        Archiviato in:CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Europa, Geopolitica Conflitti Pace Tagged: conflitti guerre pace, Geopolitica, Russia, United States
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- ‘Coalizione sociale’, movimento, partito o sindacato ? Intervista a Alfiero Grandi - di Marianna Ferrenti La sinistra italiana cerca di cambiare rotta e spera di poter riemergere dal buio degli ultimi anni riponendo fiducia nel movimento Coalizione sociale, nel quale confluiranno forze eterogenee accomunate da una matrice comune: la difesa dei diritti dei cittadini, dei lavoratori, delle fasce più deboli. Questo è il mantra che in modo ricorsivo … Continua a leggere
- EUROPA: la pingue preda o il terzo polo dello sviluppo mondiale? - di Agostino Spataro L’U.E. del dirigismo neo-liberista ha un futuro? L’Europa riuscirà a superare la crisi (non solo economica) che l’attanaglia o diventerà la preda di un espansionismo strisciante di varia provenienza? Questi e altri inquietanti interrogativi agitano la coscienza dei popoli europei messi all’angolo da governi incapaci e servili. E’ tempo di avviare una … Continua a leggere
- Il Brasile che verrà - Le oceaniche manifestazioni del 2013 l’avevano mostrato con chiarezza: non si tratta del logoramento di un governo ma di qualcosa di più profondo: in Brasile s’è concluso un ciclo virtuoso di crescita e pace sociale. Il mito “lulista” comincia a dissolversi. L’economia non riesce più a sostenere un modello che, mentre garantiva profitti senza precedenti … Continua a leggere
- Con la scusa dell’ISIS stanno istituituendo la legge marziale - Il decreto ‘antiterrorismo’ approvato in Commissione alla Camera è un gigantesco passo avanti verso il controllo totale sulle comunicazioni di qualunque cittadino. (da Contropiano.org) – Con la scusa dell’Isis viene formalizzato uno Stato di polizia integrale. Il decreto “antiterrorismo” approvato in Commissione, alla Camera, costituisce un gigantesco passo avanti verso il controllo totale sulle comunicazioni di … Continua a leggere
- Unions! Manifestazione nazionale: Diritti, Democrazia, Lavoro, Giustizia sociale, Legalità, Reddito, Europa - Unions! Manifestazione nazionale Fiom-Cgil Diritti, Democrazia, Lavoro, Giustizia sociale, Legalità, Reddito, Europa. Roma, 28 marzo 2015 Piazza Esedra ore 14 | Piazza del Popolo ore 16 In questi giorni è partito il progetto di “coalizione sociale”, di cui la Fiom insieme a gran parte dell’associazionismo del nostro Paese è parte attiva. L’obbiettivo dell’iniziativa è quello … Continua a leggere
- LA TABELLA, ossia le vere ragioni della “guerra infinita” in Medio Oriente (e altrove) - di Agostino Spataro * Quel che propongo non è un saggio, nemmeno un articolo, ma una “tabella” contenente i dati relativi alla produzione e alle riserve petrolifere dei principali Paesi che, nell’ultimo ventennio, sono stati coinvolti, come vittime o promotori, in questa sorta di “guerra infinita” che sta sconquassando il Medio Oriente e provocando pericolose … Continua a leggere

 
Una sconfitta annunciata: alcune domande alla Farnesina sul contenzioso con la Germania.
- Inserito il 07 febbraio 2012 alle 17:12:00 da redazione-IT. IT - DIRITTI GLOBALI

Con la sentenza del 3 febbraio scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la fondatezza dell’azione legale avviata dalla Germania contro l’Italia dopo che la Cassazione italiana non aveva, varie volte, riconosciuto alla Germania l’immunità dalla giurisdizione in giudizi civili di risarcimento danni intentati in Italia contro lo Stato tedesco da italiani vittime del nazismo.
Sgombriamo subito il campo da un equivoco giornalistico, cioè il fatto che la Germania non debba pagare risarcimenti a causa di questa sentenza. In linea di principio, ciò non è vero. Non li pagherà nei giudizi avviati in Italia perché la giurisdizione italiana dovrebbe rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ciò però non significa che la Germania non debba pagare affatto, perché la Germania commise dei crimini durante la seconda guerra mondiale per i quali sarebbe tenuta al pagamento di riparazioni, riparazioni che potrebbero risultare o da un accordo internazionale tra i due paesi, ove mai si riuscisse a concluderlo, o da una sentenza di un tribunale internazionale, semmai l’Italia intentasse un’azione giudiziaria internazionale a questo scopo.



Sgombriamo il campo, inoltre, da un altro problema. La Germania di oggi non è certo il III Reich e dunque non può essere colpevolizzata all’infinito. In più, va ammesso per dovere di onestà intellettuale, se fosse chiamata a rispondere in giudizio di tutti i crimini di guerra commessi dal III Reich andrebbe, ci sia consentita la battuta visti i tempi, immediatamente in default. Ossia, sarebbe chiamata a sostenere risarcimenti insostenibili. La posizione tedesca, perciò, è comprensibile.

Sempre per onesta intellettuale va osservato come la sentenza fosse prevedibile. In materia di immunità dalla giurisdizione la posizione della Corte Internazionale di Giustizia è sempre stata conservatrice. Tuttavia, la linea processuale seguita dall’Italia, particolarmente dalla Farnesina che ha il compito di agire in giudizio in un caso simile, suscita non poche perplessità di seguito elencate:

1) anche se la cosa non ha avuto un effetto diretto rilevante nel caso, perché l’Italia ha sottoscritto, nel corso del vertice italo-tedesco di Trieste del 2008 (peraltro, quello del famoso cucù di Berlusconi alla Merkel; ciò per dire come in Italia si prendano sul serie certe questioni), una dichiarazione congiunta con la Germania in cui si dichiarava rispettosa della decisione della Germania di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia? si risponderà, per sottolineare i buoni rapporti con la Germania in un momento di tensione; ce n’era bisogno, non era ovvio? I rapporti con la Germania sono e resteranno buoni a prescindere dal caso in questione e da tensioni simili; o forse si voleva piuttosto lanciare un messaggio implicito alla Corte che l’Italia di fondo ne accettava, sia pure non esplicitamente, la giurisdizione? Si possono conoscere i verbali dell’incontro Merkel-Berlusconi relativi al punto?

2) Perché la direzione del team di difesa è stata assunta da un Ambasciatore a riposo, peraltro ex Segretario Generale del Ministero, e da un consigliere di Stato? Di norma, alla guida di un team del genere dovrebbe andare il Capo dell’Ufficio del Contenzioso Internazionale del Ministero degli Esteri e, dopo di lui, dovrebbe venire una schiera di professori di diritto internazionale; ciò è la prassi nei casi portati alla Corte Internazionale d Giustizia, tant’è vero che la Germania ha adottato esattamente quest’approccio. Perché ciò non è accaduto per quanto riguarda la nostra equipe legale? Sorge il sospetto che si volesse mantenere una guida politica dell’equipe legale, anziché concentrarsi specificamente sugli aspetti giuridici del caso;

3) È possibile conoscere le motivazioni che hanno indotto la Farnesina a individuare i professori di diritto internazionale che hanno coadiuvato il team? Sulla base di quali curricula e posizioni dottrinali sulla materia oggetto della controversia? È possibile conoscere, oltre ai loro onorari, le clausole dei contratti conclusi con loro e sapere se contenevano obblighi di attenersi a linee di difesa imposte dalla direzione del team legale e dalla Farnesina?

4) Perché nella fase preliminare l’Italia ha avanzato un counter-claim (domanda riconvenzionale) chiedendo che la Germania pagasse dei danni di guerra per i crimini commessi? La Corte ha respinto il counter-claim sostenendo di non aver giurisdizione sul punto (cosa peraltro sfuggita, guarda caso, alla nostra difesa che non ha riproposto il tema nella fase di merito, in sede di esame sulla giurisdizione); si voleva forse creare un precedente per dire che l’Italia non poteva portare un caso simile in futuro all’attenzione della Corte?

5) Perché l’Italia, davanti alla Corte, non ne ha eccepito la giurisdizione quando aveva, viceversa, delle ottime ragioni per farlo, impedendo così alla Corte di pronunciarsi? È vero che, ai termini del suo Statuto, la Corte può rilevare il difetto di giurisdizione motu proprio, il che è d’altronde avvenuto, ma la Corte è stata naturalmente indirizzata, nel corso delle sue attività in proposito, dalla posizione processuale delle parti e quindi dal modo in cui la sola Germania ha inquadrato la controversia (vedi ad esempio il paragrafo 39 della sentenza); una corte, difatti, discute degli argomenti che le parti le propongono, non di tutti i possibili argomenti che le si possono parare dinanzi in linea teorica e che deve andarsi a cercare da sola, altrimenti non smetterebbe mai di lavorare sul punto;

6) Perché l’Italia ha chiesto di non rendere pubbliche una parte delle sue memorie difensive sottoposte alla Corte e che erano inaccessibili sul sito web della Corte Internazionale di Giustizia? Si voleva forse evitare che l’opinione pubblica, in particolare i parenti delle vittime del nazismo che non sono certo pochi nel nostro Paese, comprendesse la reale strategia processuale dell’Italia?

7) Perché nella fase di merito orale, l’Italia ha parzialmente contraddetto ciò che aveva affermato nella fase della procedura scritta riguardo all’esistenza di una eccezione, ormai consolidata, al principio dell’immunità dalla giurisdizione nel caso di gravi violazioni dei diritti umani?

Oltretutto, viene da domandarsi se la Farnesina si sia posta il problema, perdendo, di un possibile conflitto costituzionale scaturente dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. In linea teorica, la magistratura dovrebbe adeguarsi spontaneamente alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Ma se non lo farà rilevando, per esempio, la violazione di principi costituzionali italiani e il Parlamento e il Governo intervenissero con una legge, potrebbe essere avviato un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale o comunque la legge potrebbe essere impugnata per incostituzionalità dalle vittime del nazismo. Ci sarebbe, pertanto, da domandarsi se non sarebbe stato meglio in generale tentare di non arrivare, appunto, alla sentenza di merito della Corte Internazionale di Giustizia, oltreché per evitare eventuali conflitti costituzionali, anche per negoziare con la Germania avendo in mano l’arma di pressione delle sentenze di condanna italiane e costringere così la Germania a chiudere il contenzioso con un accordo.

Insomma, pare lecito sospettare che la Farnesina abbia tirato a perdere, facendo apparentemente una politica volta a proteggere le vittime del nazismo, per poi farsi condannare e dire: cosa possiamo farci? Comunque, resta il negoziato – forse il vero, inconfessato obiettivo della Farnesina perché gestito dalla Farnesina stessa e facile da insabbiare – come dimostrano le immediate reazioni del Ministro Terzi all’annuncio della sentenza.

Se questi sospetti fossero reali, allora verrebbe da dire che, impostando una linea simile, certi funzionari della Farnesina, di cui sarebbe interessante conoscere i nomi e sapere se hanno goduto della copertura politica dell’allora Ministro Frattini e dell’attuale Ministro Terzi, avrebbero tradito, ancor più e peggio del Console Vattani, il loro giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di assolvere i propri doveri con disciplina e onore.

Chi è caduto per mano del nazismo e il ricordo delle vittime della Resistenza italiana al nazifascismo meritano di più e meglio di simili comportamenti, casomai fossero veri. Per di più, quanto avvenuto sarebbe l’ennesima dimostrazione della necessità di un intervento diretto, immediato e improcrastinabile della politica su un Ministero, quello degli Esteri, ormai autoreferenziale, refrattario al controllo democratico e, sembrerebbe, formato da personale persino privo di senso dello Stato, includendo in tale concetto la memoria storica del nostro Paese. ( GZ Karl )

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