Inserito il 29 maggio 2010 alle 09:32:00 da redazione-IT. IT - ITALIANI ALL'ESTERO
"Contro la distruzione della Rete Consolare, contro i tagli delle risorse per l’intervento scolastico-culturale, contro l’azzeramento dei capitoli di spesa per l’assistenza diretta ed indiretta, contro la forte riduzione dei finanziamenti della stampa italiana all’estero, contro la discriminatoria decisione del Governo nell’esenzione dell’ICI, contro il decreto che rinvia le elezioni dei Comites e del CGIE di tre anni complessivi": questi i motivi della protesta in svolgimento a Francoforte. Presenti i rappresentanti degli italiani di tutta l’Europa. La manifestazione è promossa dal Cgie, nell’ambito della Assemblea continentale e dai Comites europei. Il raduno inizierà alle 16,30 alla Opernplatz ed il corteo si dirigerà verso il Consolato Generale d’Italia (Kettenhof Weg 1). "Tutti – si legge nel volantino – sono invitati a partecipare alla manifestazione che vuole mettere in evidenza la contrarietà alla politica del Governo italiano rivolta agli italiani all’estero. Come già noto, i tagli per l’estero sono stati drastici e sproporzionati in alcuni casi alcuni enti hanno ricevuto addirittura una riduzione del 56%. I tagli hanno colpito tutto. Nelle sola Germania vengono toccati 4 consolati: Amburgo, Mannheim, Saarbrücken e Norimberga, creando serie difficoltà ai cittadini italiani emigrati".
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Comunicato FIEI
La Fiei aderisce alla manifestazione di Francoforte. Alla manifestazione saranno presenti consiglieri del CGIE, dei Comites europei e responsabili delle associazioni aderenti a Filef, Istituto F.Santi e alle altre organizzazioni regionali della rete FIEI.
Le politiche di questo governo verso gli italiani all'estero (come anche verso gli immigrati in Italia) hanno raggiunto livelli indegni per un paese che dispone di otto milioni di "cittadini globali" (4 milioni di italiani nel mondo e 4 milioni di immigrati), pari al 12% della popolazione, il cui apporto in termini economici, sociali, culturali e relazionali è enorme.
Invece di valorizzare questa presenza che consente tuttora di ottenere grandi vantaggi in termini di bilancia dei pagamenti, di contributo all'export, di surplus nel bilancio dell'INPS, di diffusione della cultura italiana nel mondo, di relazioni con numerosi paesi, questo governo fa di tutto per tagliare legami e rapporti con le comunità italiane all'estero, e contemporaneamente riduce i diritti di cittadinanza dei lavoratori immigrati.
Due categorie di cittadini penalizzate da una miopia incredibile che fotografa il livello di provinciale grettezza, di totale mancanza di lungimiranza in cui è caduta l'Italia all'inizio del 21simo secolo.
Le misure restrittive e i tagli operati sul versante delle politiche per gli italiani all'estero non hanno alcuna relazione con la crisi economica in atto, tanto è vero che sono state messe in opera non appena si è insediato il terzo governo Berlusconi, ben prima dell'inizio della crisi. Non hanno neanche una validità sul piano del risparmio di risorse, tanto erano irrisorie già precedentemente ai tagli gli investimenti verso gli italiani nel mondo.
Si tratta invece di un utilizzo scandaloso di queste poche risorse, per evitare tagli alla struttura del MAE a cui il Ministro Tremonti aveva chiamato i diversi ministeri. Con la stessa logica, infatti, erano state drasticamente tagliate le risorse destinate alla cooperazione internazionale.
Una logica che viene oggi riproposta con il varo della manovra di "correzione", i cui contenuti possono ben definirsi di classe. Lotta di classe del mercato e dei sui rappresentanti politici contro i lavoratori e i poveri e contro categorie di cittadini ritenute secondarie, marginali e non influenti. Tra questi gli italiani all'estero, lontani e insignificanti.
La mobilitazione di Francoforte deve costituire l'inizio di una campagna di comunicazione per far conoscere a tutti i connazionali all'estero la vera natura di questo governo e della logica che segue. Deve anche servire a contrastare l'approccio dilatorio che tende a spostare l'attenzione su inutili quanto peggiorative riforme di CGIE e Comites utili soltanto a prendere tempo e a evitare il confronto sulle questioni reali.
Rodolfo Ricci (Segr. FIEI)
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