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FRANCESCO RACO (Filef Sydney): SONO PER IL NO AL REFERENDUM CONFERMATIVO DEL 4 DICEMBRE 2016
- Inserito il 17 ottobre 2016 alle 23:01:00 da redazione-IT. IT - ITALIANI ALL'ESTERO

Mi chiamo Francesco Raco e sono nelle liste di indirizzi di propaganda sia del Senatore Francesco Giacobbe che in quelle del Deputato Marco Fedi che alle ultime elezioni ho contribuito in maniera militante a fare eleggere.
Rispondo quindi alle ultime circolari dove entrambi i parlamentari invitano a votare Si al referendum.
Io sostengo invece le ragioni del No. Cerchero’ di riportare i punti piu’ gravi e per me inaccettabili.
Comincio con le questioni di metodo e di comportamento Democratico a mio parere di per se stesse piu’ che sufficienti a bocciare le riforme proposte che non dovevano essere proposte in questo contesto.


1 – Ritengo assolutamente inopportuno e inaccettabile che la riforma sia stata voluta dal Governo. Trattandosi di Costituzione essa doveva essere elaborata dagli organi costituzionali addetti e cioè dai due rami del Parlamento. Inoltre questo Governo (che non è stato eletto direttamente dal Popolo) è il risultato di una maggioranza costituita sulla base di una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Illegittimo quindi, anche se con facolta’ di continuare ad operare, ma secondo il mio senso di Democrazia avrebbe almeno dovuto astenersi dal cambiare la Costituzione che è una questione che riguarda il Parlamento e il Paese nella sua generalità e non una semplice maggioranza.
Uno degli aspetti della legge elettorale chiamata “porcellum” dichiarato incostituzionale e’ il premio di maggioranza eccessivo assegnato alla lista arrivata prima. Quindi senza quella concessione il Governo sarebbe risultato diverso. Nella nuova legge elettorale ”Italicum”, invece, il premio di maggioranza previsto rischia di diventare ancora più grande e potrebbe consentire ad una forza politica che al primo turno raccoglie solo il 20% dei voti, di vincere, al secondo turno con un premio che gli da la maggioranza assoluta alla Camera con un premio del 15%, cioè di circa 150 parlamentari.
Ancora: la coalizione che ha vinto nel 2013 era composta da Sinistra Ecologia e Liberta’ che prese 1.089.442 voti e il Partito Democratico che ne prese 8.644.187 totale 9.733.629. Il M5S arrivato secondo prese 8.689.168 voti quindi piu’ del solo PD. Dopo poco SEL abbandono’ il Governo e la maggioranza con il PD e passo’ all’opposizione dove si trova a tutt’oggi. Chiaramente i requisiti per cui la coalizione a guida PD aveva ottenuto circa 130 parlamentari di premio non sussistevano e non sussistono piu’. Senza SEL avrebbe vinto il M5S. Motivo in piu’ per comportarsi democraticamente e tornare alle elezioni con nuova legge elettorale giusta.

2 - Ricorso continuo e spregiudicato alla Questione di Fiducia con la quale si applica la museruola al parlamento perche’ viene interrotta la discussione e si attua il potere ricattatorio del Premier che in pratica impone: o dici si o il Governo si dimette con molto probabile ritorno alle urne senza garanzia che tu venga rieletto anche perche’ io segretario del tuo partito non ti nominero’ tra i candidadi ai primi posti. Renzi ha il record nelle Questioni di Fiducia poste. Una ogni 10 giorni. Questa arma e’ stata usata piu’ volte anche per la Riforma Costituzionale.

3 – La Riforma Costituzionale avrebbe dovuto essere elaborata con il piu’ ampio consenso possibile. Lo prevede espressamente anche l’attuale Costituzione che richiede una approvazione dei due terzi del parlamento. In mancanza del quale deve venire indetto un referendum popolare confermativo. Cosa che il Governo ha dovuto fare perche’ non ha ottenuto la maggioranza richiesta. Ora ci sara’ il Referendum che come ognuno di noi sta constatando ha spaccato la Nazione in due, a causa della forzatura attuata.

4 – Renzi non ha le credenziali necessarie per farsi promotore di tale drastico cambiamento. Ricordo che non e’ neanche parlamentare ed e’ stato insignito primo ministro da Napolitano e non da un risultato elettorale sulla sua persona. Il PD che assieme a SEL aveva vinto era quello di Bersani che era stato votato sulla base di un programma elettorale che non e’ quello che sta seguendo Renzi.


Passiamo alle questioni di merito.
Le questioni di merito sono innumerevoli e obbligatoriamente cavillose data la forma giuridica, logica e sintattica di come i vari articoli sono stati scritti. Basterebbe il confronto tra il vecchio articolo 70 e il nuovo articolo 10 che lo sostituirebbe. Articolo importantissimo perché regola le competenze nell’iter parlamentare per approvare le leggi. L’art 70 e’ composto da 9 parole chiare e univoche. Il 10 da due pagine fitte, fitte confuse, contradittorie e incomprensibili. Altro che velocizzazione delle procedure. Andate a controllare. ( http://www.redazioneitalia.it/…/1072-ecco-il-testo-della-nu…)

Anche perché il Senato non viene abolito, ma solo ridotto a 100 componenti e nominato dai Consigli regionali, quindi non eletto direttamente dai cittadini. E si occuperà di materie comunque decisive, come quelle comunitarie dell’Unione Europea, (che già oggi determinano gran parte della legislazione nazionale) e le materie costituzionali, con il paradosso che un organo non eletto potrà determinare ulteriori modifiche della Costituzione, perché ciò rientra esplicitamente nelle proprie prerogative.

Quindi avremo un Senato non eletto, ma nominato, che sarà composto da sindaci delle città metropolitane e da esponenti dei diversi consigli regionali che dovranno fare il doppio lavoro (nelle regioni e al Senato) e non si capisce come potranno svolgere due funzioni, una delle quale non conosciuta al momento del voto, così importanti in modo adeguato, nello stesso tempo.

Si parla di risparmio perché il senato viene ridotto a 100 componenti, ma il risparmio effettivo, sarà di circa 50 milioni all’anno, perché tutta la struttura che fa marciare questo ramo del parlamento, resterà intatta. Inoltre, se lo stato centrale non spende per pagare gli stipendi dei senatori, le spese di trasferta e tutti gli altri vari emolumenti, sono a carica delle Regioni, quindi da un punto di vista complessivo, i costi del nuovo Senato resteranno.

Si sarebbe potuto risparmiare molto di più semplicemente riducendo del 10% gli stipendi di tutti i parlamentari e mantenendo intatto il loro numero. Oppure si sarebbe potuto ridurre il numero dei componenti sia di Camera che del Senato del 20-30%, modificando i regolamenti delle due camere, in modo da rendere più snello l’iter legislativo. O, infine, si sarebbe potuto cancellare completamente il Senato.

Perché invece si è scelta questa strada? Perché è sempre utile avere un organo dello Stato –non eletto- e completamente controllato dalle segreterie centrali e regionali dei partiti…i quali, in particolare il partito vincitore del ballottaggio, hanno il completo controllo dei suoi membri. Il Premier che vince, infatti è in grado di decidere chi viene candidato ed eletto anche alla Camera, perché, secondo l’Italicum, non sono previste le preferenze e conseguentemente decide univocamente chi sara’ il Presidente della Repubblica.

Allo stesso tempo, la riforma cancella quasi tutti gli elementi di federalismo che erano stati precedentemente introdotti, col risultato, ad esempio, che se un governo vuole realizzare una grande opera ritenuta di interesse nazionale, può imporla anche contro il parere delle regioni e degli altri enti locali, cioè dei cittadini che vivono in quelle zone.

Allora, l’obiettivo della riforma è forse un altro: è quello di cambiare radicalmente la forma della Repubblica, da parlamentare a presidenziale, senza però dirlo chiaramente. E senza prevedere i contrappesi istituzionali che contengono lo strapotere del Presidente in tutti i paesi che hanno una forma costituzionale presidenziale.
Ma perché si vuole percorrere questa strada ? La risposta più limpida si trova in quanto ha scritto nel 2013 la J.P. Morgan, la grande banca d’affari americana, una delle più grandi e influenti a livello globale e una delle maggiori responsabili della grande crisi economica che ci assilla da 10 anni:

Dice in questo rapporto la J.P. Morgan: “All’inizio della crisi, si riteneva che i problemi nazionali ereditati fossero per lo più di natura economica. Ma, con l’evolvere della crisi, è divenuto evidente che vi sono profondi problemi politici nella periferia... Le costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista, riflettendo la forza politica che i partiti di sinistra avevano guadagnato dopo la sconfitta del fascismo. (Esse) mostrano diverse delle seguenti caratteristiche: esecutivi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori; sistemi basati sulla costruzione del consenso che alimentano il clientelismo politico; e il diritto alla protesta se vengono apportate modifiche sgradite allo status quo politico”. E ancora: “La chiave nel prossimo anno sarà l’Italia, dove il nuovo governo ha una chiara opportunità per impegnarsi in significative riforme politiche”.

Quindi, secondo i finanzieri globali, la crisi non è causata dai grandi squilibri tra le enormi ricchezze possedute da pochi e la povertà crescente da ogni parte del mondo, ivi inclusi i paesi avanzati; la crisi, secondo loro, è causata dall’eccessiva democraticità e influsso “socialista” di molte costituzioni nazionali e dalla protezione dei lavoratori che ancora garantiscono queste costituzioni; costituzioni che permettono –addirittura – alla gente di protestare se uno le vuole cambiare. E come si vede, in questo tentativo di cambiamento, l’Italia, secondo loro, ha un ruolo chiave.

E’ anche illuminante che USA e Germania, spingono a sostegno del cambiamento costituzionale in Italia, mentre le loro costituzioni non devono essere assolutamente toccate. I cambiamenti sono auspicabili solo per i paesi subalterni.

Allora io direi che è proprio su questo che si decide ed è su questo che gli elettori italiani in italia e all’estero sono chiamati al voto.

Un’ultima considerazione che in quanto elettori all’estero ci riguarda direttamente: come possiamo considerare accettabile che la maggiore riduzione della rappresentanza riguardi proprio noi? Siamo più di 5 milioni di italiani emigrati, con un aumento che è stato del 50% negli ultimi 10 anni. Se venisse applicata a questo corpo elettorale la logica applicata nei collegi italiani, avremmo diritto ad oltre 40 parlamentari. Invece ne abbiamo solo 18 perché la circoscrizione estero non doveva influire eccessivamente sugli equilibri nazionali. E forse si può essere d’accordo, anche se la costituzione dice che il voto, oltre che segreto, deve essere anche “uguale”. Adesso ce ne tolgono il 33%, cioè tutti i senatori. E non ci consentiranno di partecipare all’eventuale ballottaggio (sic), per cui saremo solo una piccola riserva indiana utile solo per i 12 deputati che saranno rieletti.

Come si fa, di fronte a questo, vendere come una grande conquista questo risultato ? Come si fa a dire, come hanno fatto quasi tutti i parlamentari eletti all’estero, a parte uno, Claudio Micheloni, che si è d’accordo con questa riforma ? A me sembra veramente incomprensibile. Ancora più incomprensibile che in questa gara di sostegno al Sì si distinguano parlamentari che si sono sempre detti di sinistra e che hanno affermato, fino a poco tempo fa, che la nostra Costituzione era una delle migliori del mondo.Cos’è cambiato in questo frattempo ? Sono tutti stati convinti dagli argomenti della J.P.Morgan ?


Sydney 17 Ottobre 2016


PS. Scusate se sono stato lungo ma non e’ possibile non esserlo se si vuole rispondere nel merito. Bisogna informarsi, studiare e magari avere un po’ di buona memoria politica. Chi fa politica di professione gli piace vincere facile su questo terreno. I comuni cittadini non hanno tempo e spesso neanche voglia di perdere tempo nei meandri della politica. Pertanto molti votano sulla base della fiducia che hanno su alcune persone. Ebbene questa volta dovete fare uno sforzo e informarvi di persona perche’ l’argomento e’ quello piu’ importante in assoluto. Il livello di Democrazia e Sovranita’ che vogliamo in Italia.

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