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Riflessioni sul Convegno “Il Pensiero di Carlo Levi e la nuova emigrazione” a Matera
- Inserito il 28 dicembre 2015 alle 11:34:00 da redazione-IT. IT - ITALIANI ALL'ESTERO

Il 18 dicembre 2015, presso il Liceo Duni di Matera, la Filef Basilicata ha organizzato un convegno dal titolo “Il Pensiero di Carlo Levi e la Nuova Emigrazione”. Il convegno è stato organizzato per ricordare i 40 anni della morte di Carlo Levi, ma soprattutto per far conoscere il suo pensiero in tema di emigrazione, dal momento che è stato fra i fondatori della Filef, insieme a Paolo Cinanni, nel 1967. Dopo un breve saluto della Dirigente Scolastica del Liceo “Duni”, i lavori hanno proseguito con relazioni di qualità sul pensiero leviano, offrendo spunti di discussioni e di approfondimenti ulteriori, tanto da poter replicare il convegno in un’altra data, in modo da approfondire i temi specifici del pensiero di Carlo Levi sui temi delle migrazioni.

Nel suo intervento introduttivo il presidente della FILEF di Basilicata, Antonio Sanfrancesco, ha illustrato le finalità del convegno che rientra in una serie di iniziative organizzate dalla FILEF in varie città italiane per commemorare i 40 anni dalla scomparsa di Carlo Levi ed i 70 anni dalla pubblicazione del libro “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Sanfrancesco ha denunciato la gravità di assenze di diversi enti e associazioni, nonostante l’invito inviato dall’associazione. Ha raccontato che si era cercato di coordinare le iniziative di quanti in Basilicata sono interessati alla memoria di Carlo Levi, ma ogni ente ed ogni sodalizio ha preferito andare per i fatti propri con un affastellarsi di appuntamenti dispersivi e spesso inconcludenti.

Ha preso quindi la parola Piero Lacorazza, presidente del Consiglio Regionale. Non si è limitato ad un saluto formale ma è entrato nel merito di un dibattito ancora vivo che si trascina da quando erano ancora fresche di inchiostro le pagine della prima edizione del Cristo si è fermato ad Eboli; una polemica su quanto Levi abbia favorito oppure ostacolato la modernizzazione della Basilicata e del Mezzogiorno.

Il professor Mimmo Calbi, nel suo intervento ha invece evidenziato con esempi documentati e ragionamenti convincenti l’attualità di Carlo Levi e la inconsistenza argomentativa di quanti hanno criticato Carlo Levi in passato e lo criticano tuttora. E non poteva mancare un riferimento all’atteggiamento a dir poco ambiguo del Partito Comunista, soprattutto alla polemica sollevata a suo tempo da Mario Alicata; lo stesso Partito Comunista che poi ha voluto che Carlo Levi fosse eletto senatore nelle sue liste come indipendente.

Il professore Ettore Bove ha fatto riferimento alla Facoltà di Agraria di Portici quale fucina e crocevia della migliore cultura meridionalista del dopoguerra. Ci si libera da tutte le interpretazioni riduttive e devianti su Carlo Levi se lo si colloca in una foto di gruppo insieme a Manlio Rossi Doria, Giorgio Ceriani Sebregondi, Adriano Olivetti e Rocco Scotellaro e tanti altri:

Anche Mimmo Guaragna ha ricordato il vivace ambiente del Meridionalismo per evidenziare il contesto storico in cui nasce la FILEF. La grande intuizione di Carlo Levi è stata di comprendere che il fenomeno migratorio non era un residuo del passato bensì la condizione del futuro; e questo a metà degli anni 60 quando il dibattito politico era tutto incentrato sul miracolo economico e sulla programmazione.

Domenico Notarangelo ha arricchito il dibattito raccontando i tanti incontri avuti con Carlo Levi a Matera e nei paesi del Materano quando era presidente del circolo culturale Rinascita. Se Matera è passata dalla condanna del sottosviluppoe della povertà a Capitale della cultura 2019 una parte del merito va attribuita a Carlo Levi.

Il pittore Nicola Filizzola ha sottolineato l’importanza di Carlo Levi come artista che rappresenta un mondo contadino desideroso di riscattarsi, e, riprendendo alcuni spunti di Notarangelo, ha insistito sul debito morale che ha Matera nei riguardi di Carlo Levi.

Massimo Angrisano ha focalizzato il suo intervento sul ruolo che impegna oggi la FILEF e su cui dovrà sempre più costruire la sua strategia. La FILEF ha tutti i requisiti per misurarsi col fenomeno dell’immigrazione che ha sottoposto a forti sollecitazioni la stessa Unione Europea. L’immigrazione si può comprendere ed affrontare nella sua complessità se si analizzano le cause che determinano contemporaneamente i flussi migratori in uscita, che sono consistenti più di quanto comunemente si possa pensare. Grazie alla sua storia ed alla sua rete organizzativa, la FILEF può coniugare immigrazione ed emigrazione. Questo patrimonio la FILEF lo mette a disposizione dell’associazionismo, delle istituzioni, della politica e della ricerca per valorizzare le realtà migratoria come una risorsa fondamentale per le relazioni tra i popoli e tra le persone.

Rodolfo Ricci, segretario nazionale della FILEF, ha concluso i lavori del convegno riferendo sulle iniziative promosse. Si conosce il Carlo Levi pittore e scrittore, lo si conosce meno come uomo politico, nonostante il suo impegno e pur avendo portato nell’aula del Senato la voce e le istanze degli emigrati, dei contadini e del popolo meridionale. Carlo Levi è figlio della migliore borghesia del Nord Italia, le sue battaglie meridionaliste sono la testimonianza evidente dello sforzo della sinistra italiana di costruire una saldatura tra nord e sud e tra ceti sociali diversi ma che potevano essere accomunati dalla aspirazione a costruire un Paese più moderno e più giusto.

Ricci ha invitato a far conoscere anche il Carlo Levi al fianco degli emigranti perché il suo impegno nel fondare la FILEF non è stato un episodio marginale, ma il coronamento ed il significato della vita di un uomo, prima ancora che di un artista, sempre attento alle vicissitudini e alla sorte degli altri, soprattutto dei più sfortunati.

Recuperare il pensiero di Levi, come le rigorose analisi di Cinanni, è importante in un momento in cui è ripreso con forza il flusso di nuova emigrazione giovanile dall'Italia.

Tutte le relazioni saranno inseguito pubblicate in un testo, in modo da poter meglio divulgare il pensiero di Carlo Levi sull’emigrazione e per poter attivare nel tempo ulteriori riflessioni sul suo pensiero attualizzato nelle nuove dinamiche migrazionali. La Filef si propone di realizzare nel tempo ulteriori momenti di riflessione, anche teorica, sulle modalità di analizzare i fenomeni migrazionali, in modo da poter offrire servizi e strumenti per la sua gestione.

Associazione FILEF BASILICATA

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