- Inserito il 02 aprile 2006 alle 19:31:00 da webmaster. IT - EN 2005 Indirizzo sito : Americaoggi
Lettera aperta al caro amico Quartaroli,
Caro Quartaroli, a te che hai fatto il percorso da prodiano a monarchico, da dipietrino a non-si-sa-che-cosa, alcune notazioni a proposito del tuo invito a votare gli pseudo-indipendenti nella ripartizione Nord e Centro America.
Da un anno a questa parte siamo stati assaliti da valanghe di missive informatiche dei cosiddetti indipendenti, che esaltano la loro supposta apartiticità. Parliamone.
Non voglio sostenere il dubbio, espresso da più parti, che il nome della lista con cui si presentano ricorda in modo preoccupante l’«Alternativa sociale» di Alessandra Mussolini; né citare il fatto che almeno due dei loro candidati militavano o militano ancora nei CTIM, l’associazione dell’emigrazione che fa capo a Tremaglia. Desidero invece esaminare a lume di logica l’inattendibilità delle loro affermazioni. «L’indipendente» dicono «non deve soggiacere agli ordini di partito. Se eletti» dicono «rimarremo indipendenti». Rimarranno dunque soli, senza alcun seguito, con un voto da vendere al migliore offerente, senza alcuna speranza – nel momento in cui tenteranno di presentare proposte di legge a favore degli italiani all’estero –di riuscire a raggranellare un numero di voti sufficiente a farle passare. Questo tipo di indipendenza è dunque un boomerang, un’arma che si ritorce contro le legittime aspettative degli elettori in Nord e Centro America. Forse se ne sono resi conto, perché poco tempo fa hanno annunciato che, se eletti, entreranno a far parte del Gruppo Misto. Quindi, la gente non sta votando degli indipendenti, ma persone che il giorno dopo l’eventuale elezione entreranno in spazi di appartenenza, che non hanno previamente dichiarato e che potrebbero non coincidere con le convinzioni di coloro che li hanno votati credendo alla loro proclamata «indipendenza», che è quindi, allo stesso tempo, una non-verità ed un boomerang.
Caro Quartaroli, la tua lucidità di avvocato dovrebbe farti analizzare la realtà dei fatti e non farti cadere nella trappola dell’utopia di inesistenti purezze.
Silvana Mangione, Capolista dell’Unione alla Camera per la circoscrizione Nord e Centro America.
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Alberto Quartaroli: Una situazione paradossale
NEW YORK – Qui di seguito l'intervento di Alberto Quartaroli, apparso sul quotidiano America Oggi.
Caro Direttore,
le schede elettorali per il voto all’estero stanno giungendo in questi giorni nelle case degli italiani. La scelta in Nord America sarà tra 7 liste, 6 delle quali rappresentano i partiti politici italiani e una è invece indipendente (Lista AIIE). Sarà eletto un senatore e due deputati.
La prima osservazione da fare riguarda la frammentazione delle liste di centrodestra. Mentre la sinistra si presenta compatta in un’unica lista, la destra si ritrova divisa in vari satelliti di partito. Questa scelta ha una sua logica per le elezioni in Italia dove il proporzionale puro è ripartito tra tutti i collegi. Non ha molto senso all’estero dove le circoscrizioni prevedono l’elezione di un certo numero di candidati per ogni continente. Si tratta di una specie di maggioritario, dove è appunto necessario coalizzarsi per vincere.
Il paradosso consiste nel fatto che la frammentazione dei voti di destra regala un vantaggio non indifferente alla lista di sinistra, tanto che un voto per Forza Italia, UDC, Lega Nord, Fiamma Tricolore e AN equivale a dare due voti all’Unione. Per via di questa frammentazione, non solo l’Unione si ritrova un seggio assicurato alla Camera, ma si rischia che la stessa possa ottenere anche il secondo. In pratica, avremo una coalizione di chiaro stampo anti-americano, come rappresentante degli italo-americani: un vero paradosso. L’unica differenza la possono fare le liste indipendenti e alternative.
Per evitare che la sinistra ottenga tutti i seggi a disposizione, gli elettori del centrodestra dovrebbe pensarci due volte prima di dare il loro voto a questi partiti, anche perchè è irrealistico pensare che questi ultimi possano ottenere in Nord America un seggio in Parlamento. Il loro voto sarebbe pertanto uno spreco.
Non solo la matematica, ma anche il buon senso ci dice che per l’estero sarebbe opportuno farci rappresentare da persone indipendenti che non appartengono alle logiche perverse dei partiti. Un voto alla lista indipendente sarebbe infatti la soluzione migliore per consentire una vera rappresentanza dei cittadini nel mondo. Del resto, in base a un sondaggio effettuato alcuni anni fa da America Oggi, il 61.27% degli elettori in America è favorevole ad un partito indipendente degli italiani all’estero, ossia di un’organizzazione che non risponde alle logiche clientelari dei politici italiani di professione. (Alberto Quartaroli)
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